Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo)
Cod 107621
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-3 R
Codice: 20740111
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
CONTROSTORIE DI UN’ITALIA PLURALE. ROMA TRANSCULTURALE E POST/COLONIALE 1 – DAL MUTO AGLI ANNI OTTANTA
A Roma l’odonomastica e i monumenti ci parlano di una città eterna che ha coltivato a lungo pratiche o sogni di dominio imperiale, nell’epoca classica come nel ventennio fascista. Il cinema e la serialità possono aiutarci, tra narrazioni e omissioni, a ricostruire una storia profonda di convivenza transculturale che parte da lontano, incrocia i millenari traffici nel e oltre il Mediterraneo che hanno preceduto il processo di nation building, affronta la pagina buia del colonialismo liberale e fascista, ne analizza le tracce depositate nel territorio e nell’immaginario. Di chi a Roma vive, lavora e fa cinema; di chi da Roma parte, portandosi dietro un’identità culturale riconoscibile; di chi a Roma arriva, contribuendo ad arricchirla, di vissuto e di futuro. Il nostro viaggio parte dal muto e si arresta alla soglia del 1989, quando la percezione di un’Italia crocevia di migrazioni in entrata cambia l’agenda politica e delle narrazioni.
Il corso richiede conoscenze di base sulla storia culturale italiana contemporanea e il superamento dell’esame di Storia del Cinema.
Filmografia:
Marcantonio e Cleopatra (Enrico Guazzoni, 1913)
Scipione l’africano (Carmine Gallone, 1937)
Emigrantes (Aldo Fabrizi, 1949)
Il carabiniere a cavallo (Carlo Lizzani, 1961)
L’oro di Roma (Carlo Lizzani, 1961)
Faustina (Luigi Magni, 1968)
L’altra donna (Peter Del Monte, 1981)
Antologia di testi teorici e critici, a cura del docente.
L’Insegnamento verrà impartito tramite lezioni frontali, con l’ausilio di una presentazione. Le lezioni saranno integrate da proiezioni di cortometraggi e lungometraggi.
La frequenza in presenza è fortemente consigliata, anche perché l’esperienza della visione collettiva su grande schermo è coessenziale al dispositivo cinematografico e non è surrogabile. Tuttavia, ove non diversamente possibile, si concede l’opzione di seguire il corso anche da remoto su piattaforma BlueMeet.
Il corso prevede un’unica prova orale finale, con domande che includono riferimenti al quadro storico e storico-culturale della colonialità italiana, messa in confronto con la realtà di altre ex-potenze coloniali europee, e domande di taglio più metodologico, relative a concetti della storia delle teorie del cinema e dei media che si sono confrontati con testi culturali provenienti da cinematografie dell’ex Terzo Mondo, prodotti da diaspore o minoranze dell’ex Primo Mondo e che sollevano direttamente o indirettamente il tema dell’alterità culturale. Seguiranno infine domande più specifiche che hanno per oggetto il corso monografico e il corpus filmografico del corso in questione.
Ambito disciplinare: A scelta dello studente
Partendo dall’autoevidenza dell’assoluta attualità della sfida posta dai crescenti conflitti di matrice coloniale nel contesto globale contemporaneo, questo insegnamento si propone di fornire: 1) un lessico elementare sulle direttrici di ricerca all’origine degli studi postcoloniali, dal pensiero anticoloniale degli anni Cinquanta al femminismo intersezionale, con un particolare interesse per il contesto italiano e l’area dei film e media studies; 2) la messa a punto di un metodo d’analisi di una cinematografia e di un testo audiovisivo in chiave anticoloniale, mettendo in relazione modi di produzione, espressione, rappresentazione e ricezione; 3) un percorso interpretativo di taglio che circostanzi il metodo suindicato, nell’applicazione a un corpus definito di testi filmici, intesi come indici di un orizzonte discorsivo specifico.
Al termine del corso, chi ha seguito sarà in grado di:
• utilizzare il lessico specialistico degli studi postcoloniali, decoloniali e anticoloniali, riconoscendo le principali direttrici di ricerca che spaziano dal pensiero anticoloniale degli anni Cinquanta al femminismo intersezionale, con specifica attenzione al contesto italiano e all'area dei film and media studies;
• applicare un metodo di analisi anticoloniale a un testo audiovisivo, mettendo in relazione critica le dimensioni della produzione, dell'espressione, della rappresentazione e della ricezione;
• interpretare un corpus definito di testi filmici, utilizzandoli come indici di un orizzonte discorsivo specifico e contestualizzando le opere all'interno dei conflitti di matrice coloniale nel panorama globale contemporaneo.
Sviluppa una riflessione sul concetto di “terzo cinema” nella sua formulazione originaria e nei suoi sviluppi.
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