Politiche, cooperazione e sviluppo
Cod 118608
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-37 R
Codice: 21830002
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
Il corso introduce studenti e studentesse ai principali temi, metodi e problemi dell’antropologia sociale e culturale, intesa come sapere critico sulle differenze, sulle relazioni sociali e sulle forme storiche attraverso cui gli esseri umani producono significati, classificazioni, appartenenze, corpi e mondi morali.
Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione antropologica dei concetti di cultura, alterità, etnocentrismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione. Il corso intende mostrare come l’antropologia non si limiti a descrivere “culture altre”, ma permetta di interrogare criticamente le categorie attraverso cui le società classificano persone, pratiche, corpi, differenze e disuguaglianze.
Attraverso testi introduttivi, saggi metodologici ed etnografie, il percorso formativo affronterà il rapporto tra teoria e ricerca sul campo, la produzione dei dati etnografici, le relazioni tra genere, emozioni, moralità e vita quotidiana, il lavoro femminile e i saperi incorporati in un contesto italiano, nonché il tema delle modificazioni corporee e del lessico con cui esse vengono nominate, giudicate e governate.
Non sono richieste conoscenze antropologiche pregresse. È tuttavia utile una conoscenza generale della storia contemporanea e dei principali processi di globalizzazione, migrazione, colonialismo e trasformazioni sociali.
Francesco Pompeo, Elementi di antropologia critica. Ediz. ampliata, Torino, Meti, 2018.
Jean-Pierre Olivier de Sardan, “La politica del campo. Sulla produzione di dati in antropologia”, PDF nei materiali didattici.
Lila Abu-Lughod, “Le donne musulmane hanno davvero bisogno di essere salvate? Riflessioni antropologiche sul relativismo culturale e i suoi altri”, Achab. Rivista di antropologia, PDF nei materiali didattici.
Elena Zapponi, La notte delle anguille. Donne, lavoro e relazioni di genere nella Laguna di Venezia, Roma, Viella, 2026 (in OA).
Michela Fusaschi, I segni sul corpo. Per un’antropologia delle modificazioni dei genitali femminili, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.
Il corso prevede lezioni frontali, discussione guidata dei testi, analisi di casi etnografici e momenti di confronto collettivo. Durante le lezioni saranno ricostruiti i principali concetti teorici e metodologici necessari alla lettura dei testi in programma.
Particolare attenzione sarà data alla lettura ravvicinata dei testi etnografici, alla comprensione del rapporto tra ricerca sul campo e scrittura antropologica, e alla discussione critica delle categorie utilizzate per descrivere corpi, pratiche, appartenenze e differenze.
La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Saranno considerati/e frequentanti gli studenti e le studentesse che avranno seguito almeno l’80% delle lezioni, secondo le modalità di rilevazione che saranno comunicate all’inizio del corso.
La verifica dell’apprendimento prevede attività in itinere e una prova finale.
Durante il corso saranno svolte in classe prove in itinere sotto forma di test di autovalutazione, finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti principali, dei testi in programma e dei temi affrontati a lezione. Tali prove hanno funzione formativa e di accompagnamento allo studio.
La prova finale consisterà in un test a risposta multipla sui testi d’esame e sugli argomenti trattati durante il corso.
Per gli studenti e le studentesse frequentanti potranno inoltre essere previsti, qualora il numero dei partecipanti lo consenta, lavori di gruppo su temi, testi o casi etnografici discussi durante il corso. Le modalità specifiche saranno comunicate a lezione e pubblicate su Moodle/Teams.
La valutazione terrà conto di:
conoscenza dei testi in programma;
comprensione dei concetti antropologici fondamentali;
capacità di collegare tra loro i diversi testi;
uso appropriato del lessico disciplinare;
capacità di analisi critica e comparativa;
partecipazione alle attività in itinere, per gli studenti e le studentesse frequentanti.
Criteri di valutazione
Saranno valutati positivamente:
la capacità di ricostruire gli argomenti principali degli autori e delle autrici;
la capacità di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale;
la capacità di discutere criticamente concetti come cultura, relativismo, etnocentrismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione;
la capacità di mettere in relazione i casi etnografici con le questioni teoriche e metodologiche del corso.
Una preparazione puramente mnemonica, non accompagnata dalla capacità di collegare testi, concetti e casi etnografici, sarà considerata insufficiente ai fini di una valutazione alta.
Ambito disciplinare: Formazione psico-antropologica
Il corso si propone di introdurre gli studenti allo studio delle dinamiche storiche, dei principali concetti e dei metodi dell'antropologia sociale e culturale. Il corso si prefigge altresì di fornire gli strumenti per comprendere i sistemi simbolici, le relazioni di parentela e di potere in un'ottica di genere. In tale prospettiva, promuove la decostruzione di stereotipi e pregiudizi, favorendo l'adozione di un approccio relativista e la capacità di interagire in modo riflessivo con altre visioni del mondo.
Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine del corso, studenti e studentesse avranno acquisito una conoscenza di base dei principali concetti dell’antropologia sociale e culturale, con particolare riferimento a cultura, alterità, etnocentrismo, relativismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione. Avranno inoltre compreso il ruolo centrale della ricerca etnografica e del lavoro di campo nella produzione del sapere antropologico.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Studenti e studentesse saranno in grado di utilizzare gli strumenti concettuali dell’antropologia per analizzare pratiche sociali, appartenenze, differenze culturali, relazioni di genere, processi di classificazione e rappresentazioni del corpo. Sapranno inoltre leggere testi etnografici, individuandone il contesto, il metodo, le argomentazioni principali e le implicazioni critiche.
Autonomia di giudizio
Studenti e studentesse svilupperanno la capacità di interrogare criticamente categorie apparentemente evidenti, quali cultura, tradizione, natura, identità, etnia, genere, corpo, diritti e differenza. Saranno in grado di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale, evitando letture essenzialiste o stereotipate delle pratiche sociali e culturali.
Abilità comunicative
Studenti e studentesse saranno in grado di esporre in modo chiaro e argomentato i temi affrontati durante il corso, utilizzando un lessico antropologico appropriato. Sapranno discutere testi, casi etnografici e concetti teorici, mettendo in relazione i diversi materiali del programma.
Capacità di apprendimento
Studenti e studentesse avranno acquisito strumenti utili per proseguire autonomamente lo studio dell’antropologia sociale e culturale. Saranno in grado di leggere criticamente testi antropologici, riconoscere la specificità del metodo etnografico e applicare prospettive comparative all’analisi di fenomeni sociali contemporanei.
Che cosa si intende, in antropologia, per “cultura” e perché questa nozione non va intesa in senso essenzialista?
In che modo l’antropologia critica mette in discussione le rappresentazioni naturalizzate della differenza?
Qual è il rapporto tra etnia, etnicità e processi di costruzione dell’identità?
Che cosa significa considerare il campo etnografico come un processo di produzione situata dei dati?
Perché l’etnografia non può essere ridotta a una semplice raccolta di informazioni?
In che modo Lila Abu-Lughod analizza il rapporto tra onore, poesia, emozioni e relazioni di genere in Sentimenti velati?
Quale critica sviluppa Abu-Lughod nei confronti della retorica del “salvataggio” delle donne musulmane?
Perché il relativismo culturale non coincide con l’accettazione acritica di qualunque pratica sociale?
In che modo l’etnografia di Elena Zapponi permette di analizzare lavoro femminile, saperi incorporati e relazioni di genere nella Laguna di Venezia?
Che cosa significa dire che il corpo è un luogo di iscrizione sociale, simbolica e politica?
Qual è la differenza tra nominare una pratica come “mutilazione” e nominarla come “modificazione”?
In che modo le parole utilizzate per descrivere corpi e pratiche possono produrre effetti sociali e politici?
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