Educatore di nido e dei servizi per l'infanzia
Cod 198326
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-19 R
Codice: 22902482
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
Il corso mette al centro il tema del confine in una prospettiva antropologica.
Il confine sarà inteso come lo spazio sociale dove culture, generi, corpi, classi sociali, appartenenze si costeggiano, sovrappongono, entrano in conflitto o costruiscono nuove alleanze e comunità. In che modo possiamo pensare ai servizi e agli interventi sociali al fine di renderli capaci di operare in zone di confine?
Nella contemporaneità, la prospettiva antropologica si configura come uno studio critico rivolto alla comprensione delle diversità e delle somiglianze culturali e dei processi sociali che costruiscono appartenenze, disuguaglianze, gerarchie sociali, nuove forme di azione e resistenza. In questi termini, anche le condizioni di vulnerabilità, marginalità ed esclusione sono viste come il risultato di processi sociali che generano crisi e diseguaglianze anziché caratteristiche individuali o proprie di alcuni gruppi umani. L’analisi di questi processi è particolarmente importante quando interpella il ruolo delle istituzioni, dei servizi sociali, delle comunità o le dinamiche dell’aiuto nel rinsaldare o nel rimuovere tali dinamiche di ingiustizia e di diseguaglianza.
Il corso offre dapprima a) una conoscenza delle principali prospettive antropologiche e di nozioni costitutive la disciplina – in particolare istituzioni, potere, società, cultura, appartenenza – per poi seguirne l’evoluzione del dibattito e lo sviluppo di nodi concettuali legati nello specifico al dibattito sul genere e sulle migrazioni. Tali conoscenze intendono b) sviluppare capacità di applicare tali conoscenze, teorie e concetti al fine di sviluppare una conoscenza riflessiva, autonoma e critica intorno a temi centrali nella contemporaneità (in particolare: genere, corpo, violenza, migrazioni). Questa parte sarà la base per c) sollecitare una modalità partecipativa alla comprensione dei processi sociali indagati, che nello specifico saranno legati al tema del confine – inteso come quel punto dove due o più culture, generi, corpi, classi sociali, appartenenze si costeggiano (Gloria Anzaldùa, Terra di confine/La frontera).
Il confine – luogo di avversità e violazioni e, insieme, prospettiva per costruire nuove alleanze, comunanze e appartenenze – indica, in senso stretto, una zona geografica di frontiera. Nel percorso didattico e nella letteratura scelta il confine è inteso come quell’insieme di processi sociali e politici che interrogano la costruzione della marginalità e del corpo violabile e discriminato. Per tali ragioni, il confine interpella la possibilità di pensare ad alleanze e a processi che impegnano le generazioni, le istituzioni formative e educative, la società civile nel ripensare nuovi modi di appartenere nel mondo contemporaneo.
Esempi etnografici andranno a favorire la riflessione e la partecipazione attiva intorno a questi temi; il metodo e comparativo dell’antropologia daranno agli/alle studenti occasione per sviluppare un’analisi autonoma, riflessiva, anti-etnocentrica.
Nessun prerequisito
1) Solo le parti di seguito indicate del manuale:
Palumbo Berardino, Pizza Giovanni, Schirripa Pino (2023). Antropologia culturale e sociale. Concetti, storia, prospettive. Hoepli.
Parte Prima. L’antropologia e i suoi campi (pp. 1-38).
Parte Seconda. Panoramica storica degli studi di antropologia culturale e sociale (pp. 39-114).
Parte terza. Parole chiave per un’antropologia contemporanea: Corpo (pp. 134-149); Curare (150-164); Femminismo e antropologia (pp.165-177); Mobilità (pp. 256-270); Resistenze (pp. 271-285)
2) Un testo a scelta fra questo elenco
Alunni, Lorenzo (2024). Le cicatrici di Ulisse. Corpi e frontiere nel Mediterraneo, Meltemi.
Bourgois, Philippe e Schonberg, Jeff (2011). Reietti e fuorilegge. Antropologia della violenza nella metropoli americana. DeriveApprodi, Roma.
Cerbini, Francesca (2025). Prison lives matter. Elèuthera.
De León, Jason (2015). The land of open graves: Living and dying on the migrant trail. University of California Press.
De León, Jason (2025). Soldiers and kings: Survival and hope in the world of human smuggling. Penguin Group.
Fassin, Didier (2013). La forza dell’ordine. Antropologia della polizia nelle periferie urbane. La Linea, Bologna.
Herzfeld, Michael (2021) Sfrattati dall’eternità. La ristrutturazione neoliberista a Roma. Meltemi
Holmes, Seth M., (2023). Frutta fresca, corpi spezzati. Braccianti migranti negli Stati Uniti d’America. Meltemi.
Khosravi, Shahram (2019). Io sono confine. Eléuthera.
Pinelli, Barbara (2019). Migranti e rifugiate. Antropologia, genere e politica. Edizioni Cortina, Milano.
Ong Aihwa (2005). Da rifugiati a cittadini. Pratiche di governo nella nuova America. Raffaello Cortina, Milano.
Tarabusi, F. (2026). Vivere l'aiuto. Migrazioni e aiuto umanitario lungo i confini e nei mondi dell'accoglienza. Rosenberg & Sellier.
Wacquant, Loic (2016). I reietti della città. Ghetto, periferia, stato. ETS.
3) Un testo a scelta fra questo elenco di saggi brevi e testi di narrativa
Ghassan Kanafani. Uomini sotto il sole. Edizioni Lavoro.
Susan Sontag. Davanti al dolore degli altri. Nottetempo.
Albahari Maurizio. Tra la guerra e il mare. Democrazia migrante e crimini di pace. Manifestolibri.
John Berger, Jean Mohr. Il settimo uomo. Contrasto.
Marco Omizzolo. Per motivi di giustizia. People.
Gloria Anzaldúa. Terra di confine/La frontera. Black Coffee
Ben Lawrence. La città delle spine. Nove vite nel campo profughi più grande del mondo. Brioschi.
Le lezioni frontali saranno supportate da Power Point, dalla lettura e dall’analisi di testi ed esempi etnografici, materiali audio-visivi. Gli strumenti di supporto intendono sollecitare la partecipazione attiva dei/delle partecipanti, i loro dialoghi e discussioni sui temi presi in esame.
La frequenza non è obbligatoria.
Si consiglia tuttavia la partecipazione al corso per una maggiore comprensione del dibattito disciplinare, della bibliografia e per una partecipazione attiva alle discussioni in aula.
La valutazione finale del corso sarà costituita da una prova orale di circa 15/20 minuti, dove si terrà conto 1) della capacità degli/delle di rispondere a domande sul materiale bibliografico; 2) della capacità di riflettere e interpretare i concetti e le prospettive teoriche o di ricerca illustrate; 3) dell’esposizione di elaborazioni autonome, delle connessioni fra concetti e dell’applicazione dei materiali studiati a differenti contesti.
Lo scritto, ovvero questionario a risposta multipla o a risposta breve è opzionale e può essere richiesto o proposto in relazione a forti numerosità.
Ambito disciplinare: A scelta dello studente
Obiettivi dell'insegnamento sono a) fornire nozioni di base sui concetti fondamentali dell’antropologia sociale e culturale e sulle principali questioni che sono oggi al centro del dibattito e b) fornire strumenti concettuali utili per ragionare autonomamente e criticamente su temi e problemi legati alla globalizzazione contemporanea come complesso intreccio di processi locali e transnazionali.
Alla conclusione del corso lo studente ha:
- una conoscenza delle principali teorie antropologiche, con capacità di contestualizzazione del loro sviluppo storico-scientifico
- una conoscenza dei principali concetti dell'antropologia culturale e sociale.
Al termine del corso di Antropologia Sociale e Culturale le/gli studenti
In termini di conoscenza e capacità di comprensione:
- conoscono le principali linee teoriche e i concetti fondamentali dell’antropologia in relazione ai dibattiti contemporanei legati alla costruzione delle differenze e delle somiglianze culturali;
- conoscono i principali dibattiti e i contesti in cui si sono sviluppati intorno a nodi concettuali quali cultura, potere, appartenenza, genere, generazioni, corpo, soggetto, confini;
- conoscono l’attitudine metodologica dell’antropologia
In termini di capacità di applicare conoscenza e comprensione:
- sviluppano buone capacità di applicare le conoscenze teoriche e i concetti per leggere i contesti contemporanei attraversati da diseguaglianze e marginalità;
- sviluppano capacità di applicare la metodologia antropologica per osservare ed entrare in relazione con contesti sociali, territoriali e educativi, in particolare dove si registrano situazioni di marginalità e vulnerabilità sociale.
In termini di autonomia di giudizio:
- applicano l’analisi critica, riflessiva e processuale dell’antropologia intorno a concetti quali potere, cultura, appartenenza, genere, generazioni, corpo, soggetto, confini
- problematizzano e ragionano in autonomia sui processi legati a migrazioni, genere, generazioni, corpo, marginalità e vulnerabilità.
In termini di abilità comunicative:
- padroneggiano il linguaggio antropologico e sanno adattarlo a contesti sociali e formativi;
- utilizzano la metodologia etnografica per osservare le relazioni sociali e formative.
In termini di capacità di apprendimento:
- si orientano con la prospettiva relativista e anti-etnocentrica dell’antropologia;
- comprendono e sanno cogliere differenti punti di vista relativizzando i propri assunti nella pratica professionale;
- comprendono le sfide sociali e educative nei contesti di marginalità e vulnerabilità promuovendo uno sguardo etico e relativista;
- sanno leggere e analizzare le differenze socioculturali e le situazioni di marginalità come processi sociali.
Le domande intendono indagare dapprima le conoscenze degli assunti antropologici.
Cosa si intende con il concetto di cultura in antropologia e quale riflessione consideriamo valida nella contemporaneità? Cosa si intende con metodologia etnografica? Cosa significa che il relativismo culturale e la critica all'etnocentrismo sono centrali per la costruzione della conoscenza antropologica? Quali sono le principali critiche al concetto di etnia?
Una seconda tipologia di domande si rivolge ai principali passaggi storici della disciplina che hanno condotto verso il pensiero contemporaneo. In quale contesto si sviluppa il particolarismo storico? Quale è stato il principale contributo di Margaret Mead negli studi sui processi di crescita? Cosa si intende in antropologia con critica all’evoluzionismo? Perché è fondamentale conoscere la fase della decolonizzazione? Cosa significa discutere delle eredità del colonialismo? Cosa intendiamo con politiche della rappresentazione?
Una terza sessione di domande concerne i testi a scelta, prevalentemente etnografici e di ricerca attraverso cui studenti/studentesse possono riscontrare l’applicazione dei concetti antropologici. Quali sono le principali ricerche sul corpo come costruzione sociale? In che modo la categoria di genere permette di decostruire i ruoli sociali e contrastare le visioni stereotipate sui soggetti? Cosa significa in antropologia discutere delle dimensioni sociali e politiche della sofferenza o della vulnerabilità? Cosa significa violenza strutturale? In che modo si caratterizza lo sguardo antropologico negli studi sulle migrazioni?
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