Servizio sociale e Sociologia
Cod 198336
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-40 R / L-39 R
Codice: 22902488
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027. L’insegnamento è diviso in canali: ogni canale ha il suo programma.
Il corso è articolato in unità tematiche tra loro interconnesse, finalizzate a integrare i fondamenti teorici della sociologia delle organizzazioni con l’analisi empirica dei processi organizzativi contemporanei.
1. Fondamenti della sociologia delle organizzazioni
L’unità introduce la sociologia delle organizzazioni come ambito di studio, il suo oggetto di analisi e le principali prospettive teoriche:
• le organizzazioni come costruzioni sociali;
• il rapporto tra organizzazione, lavoro e società;
• la distinzione tra approccio sociologico e approccio manageriale;
• i principali strumenti concettuali per l’analisi organizzativa.
2. Evoluzione delle teorie dell’organizzazione
L'unità ricostruisce lo sviluppo storico delle principali teorie organizzative e dei relativi paradigmi interpretativi:
• la scuola classica dell'organizzazione: Taylor e i principi dello Scientific Management; il fordismo; le principali critiche al taylor-fordismo; il neo-taylorismo;
• la scuola delle Human Relations: Mayo e gli esperimenti di Hawthorne, l'organizzazione come organismo vivente (Gouldner);
• le organizzazioni complesse: Barnard e le organizzazioni come sistemi cooperativi, la distinzione tra sfera formale e informale;
• la scuola comportamentista e motivazionale: Maslow e la gerarchia dei bisogni, Herzberg e i fattori igienici/motivazionali, Argyris e il double-loop learning, Drucker e il Management by Objectives, il knowledge worker e l'impresa come istituzione sociale;
• i modelli socio-tecnici e le teorie della contingenza: Miller e Rice, Woodward, Emery, Trist, Burns e Stalker, Thompson e Simon, Mintzberg e le configurazioni organizzative;
• l'approccio cognitivo e decisionale: Simon, le organizzazioni come artefatti e la razionalità limitata;
• i paradigmi contemporanei: la teoria dei costi di transazione (Coase, Williamson), le reti organizzative (Powell, Granovetter, Castells) e il passaggio dall'impresa gerarchica all'impresa rete; l'approccio cognitivo-culturale con Weick (sensemaking) e Schein (cultura organizzativa); la learning organization di Senge e le cinque discipline.
3. I modelli organizzativi classici
L’ unità analizza lo sviluppo storico dei modelli organizzativi di tipo classico:
• il modello taylor-fordista e l’organizzazione scientifica del lavoro;
• il modello burocratico e la razionalità amministrativa;
• forme di coordinamento gerarchico e strutture formali;
• punti di forza e limiti dei modelli organizzativi classici.
4. Dalla burocrazia ai modelli post-burocratici
L’unità affronta i processi di trasformazione dei modelli organizzativi contemporanei:
• i modelli post-burocratici;
• le organizzazioni a rete e le strutture flessibili;
• il Total Quality Management e la centralità del cliente;
• l'organizzazione per processi;
• la trasformazione della pubblica amministrazione: dal modello burocratico weberiano al New Public Management e al New Public Service;
• governance pubblica e logiche telocratiche nelle amministrazioni innovative;
• le trasformazioni culturali e manageriali delle organizzazioni contemporanee.
5. Mutamento organizzativo e processi di apprendimento
L’unità approfondisce il cambiamento organizzativo come processo complesso e multidimensionale:
• apprendimento organizzativo e produzione della conoscenza;
• interazione tra apprendimento individuale e collettivo;
• integrazione tra persone, processi, tecnologie e strutture;
• innovazione e adattamento nelle organizzazioni complesse.
6. Analisi e sviluppo organizzativo
L’unità prende in esame strumenti teorici e empirici per l’analisi e la promozione di processi di sviluppo organizzativo:
• strumenti concettuali per l'analisi e lo sviluppo organizzativo;
• la leadership e lo sviluppo dei gruppi professionali;
• i processi negoziali endo-organizzativi, inter-organizzativi e di carattere sindacale;
• governance e gestione delle risorse umane nelle organizzazioni innovative;
• la dimensione etica, simbolica e valoriale nei processi di ridefinizione degli assetti organizzativi.
7. Il modello Olivetti come caso di studio
L’unità è dedicata all’analisi del modello Olivetti come esempio di organizzazione innovativa e socialmente integrata:
• cultura organizzativa e identità aziendale;
• innovazione e modelli di organizzazione industriale;
• rapporto tra impresa, territorio e comunità;
• dimensioni sociali e culturali dei sistemi produttivi;
• il modello Olivetti come paradigma di organizzazione innovativa;
• riletture contemporanee e attualità del modello.
Prospettiva integrata del corso
Trasversalmente alle diverse unità, il corso sviluppa una prospettiva analitica centrata su:
• interazione tra strutture organizzative e contesti sociali;
• ruolo della cultura, del potere e della conoscenza nelle organizzazioni;
• confronto tra modelli organizzativi differenti;
• analisi critica dei processi di cambiamento organizzativo nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni.
È opportuno che lo studente abbia buone conoscenze di base di sociologia generale e storia contemporanea.
COCOZZA A., Organizzazioni. Culture, modelli, governance, FrancoAngeli, Milano, 2014.
LA ROSA M. (a cura di), Il "modello" Olivetti: passato, presente, e futuro?, FrancoAngeli, Milano, 2022.
Bonazzi, G. (2006). Come studiare le organizzazioni. Bologna: Il Mulino.
Bonazzi, G. (2007). Storia del pensiero organizzativo. Vol 1. La questione industriale. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2002.
Bonazzi, G. (2007). Storia del pensiero organizzativo. Vol 2. La questione burocratica. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2001.
Bonazzi, G. (2008). Storia del pensiero organizzativo. Vol 3. La questione organizzativa. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2002.
Butera, F. (2009). Il cambiamento organizzativo. Analisi e progettazione. Bari: Laterza.
Butera, F. (2016). La nascita della sociologia dell’organizzazione alla Olivetti: le Scienze dell’Organizzazione in Italia e il loro futuro. Studi Organizzativi, 2, pp. 10-42.
Butera F. (2020). Organizzazione e società. Innovare le organizzazioni dell'Italia che vogliamo. Venezia: Marsilio.
Le lezioni sono organizzate secondo una modalità teorico-attiva, fondata su un costante intreccio tra teoria, discussione e pratica. I contenuti teorici vengono introdotti attraverso presentazioni frontali e verificati e rielaborati criticamente in momenti di discussione e confronto in aula.
Le esercitazioni pratiche svolgono un ruolo cruciale nell'impianto didattico del corso: non si limitano ad accompagnare la teoria, ma costituiscono il banco di prova attraverso cui gli studenti applicano le categorie analitiche apprese, sperimentano strumenti di lettura dei modelli organizzativi e rielaborano criticamente casi e testimonianze aziendali, in una logica di ricerca-azione formativa che integra sapere teorico, sperimentazione pratica e rielaborazione condivisa.
Il corso è in presenza. Le lezioni si svolgono durante il primo semestre, il giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
I frequentanti, durante l'esame finale, potranno anche portare e discutere alcune delle esercitazioni svolte in aula.
Il programma per i non frequentanti è il medesimo e le modalità di valutazione sono quelle indicate nella sezione dedicata.
La valutazione dell'apprendimento avviene attraverso una prova orale finale, finalizzata a verificare la padronanza dei contenuti teorici, la capacità di analisi dei modelli organizzativi e la competenza nell'interpretazione critica dei processi di trasformazione delle organizzazioni contemporanee.
Durante il colloquio orale lo studente dovrà dimostrare:
• la conoscenza delle principali teorie dell'organizzazione e della loro evoluzione storica, e la capacità di comprendere e confrontare i diversi paradigmi teorici approfonditi;
• la capacità di analizzare i modelli organizzativi classici e contemporanei e di interpretare i processi di cambiamento organizzativo e di apprendimento;
• la capacità di applicare le categorie teoriche all'analisi di casi organizzativi, con particolare riferimento al modello Olivetti, evidenziando i collegamenti tra approcci teorici, modelli e casi empirici;
• chiarezza espositiva e appropriatezza del linguaggio disciplinare;
• autonomia di giudizio e capacità di sviluppare argomentazioni coerenti, critiche e autonome.
Per gli studenti frequentanti, il colloquio potrà comprendere anche la presentazione e discussione di alcune delle esercitazioni svolte in aula durante il corso.
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza dei contenuti, della capacità di analisi critica e di collegamento tra teoria e casi empirici, della proprietà di linguaggio e dell'autonomia argomentativa dimostrate nel colloquio.
Il programma del Laboratorio di apprendimento organizzativo approfondisce i principali concetti, modelli e processi relativi all’apprendimento nelle organizzazioni contemporanee, con particolare attenzione ai contesti educativi, formativi e dei servizi alla persona. Il percorso integra la dimensione teorica e applicativa attraverso lezioni dialogate, discussione di materiali, analisi di casi studio, lavori di gruppo, esercitazioni e attività riflessive.
Parte I. Teorie e modelli dell’apprendimento organizzativo
I principali concetti e modelli dell’apprendimento organizzativo.
Le organizzazioni che apprendono e il modello della learning organization.
Apprendimento individuale, collettivo e organizzativo.
Processi di produzione, condivisione e sviluppo della conoscenza.
Il rapporto tra apprendimento e sviluppo organizzativo.
Parte II. Apprendimento, cambiamento e innovazione
I processi di cambiamento organizzativo.
Innovazione e sviluppo organizzativo.
Fattori che favoriscono o ostacolano il cambiamento.
Resistenze al cambiamento e dinamiche organizzative.
Il ruolo dell’apprendimento nei processi di trasformazione delle organizzazioni.
Parte III. Competenze, conoscenza e pratiche di apprendimento
Apprendimento e sviluppo delle competenze.
Conoscenza tacita ed esplicita.
Processi di gestione e condivisione della conoscenza (knowledge management).
Pratiche riflessive e apprendimento esperienziale.
Comunità di pratica e apprendimento collaborativo.
Parte IV. Analisi dei processi organizzativi e applicazione dei modelli
Strumenti e metodi per l’osservazione e l’analisi dei contesti organizzativi.
Applicazione dei modelli teorici a casi studio ed esperienze organizzative.
Analisi di situazioni e processi relativi ai contesti educativi, formativi e dei servizi alla persona.
Presentazione e discussione collettiva dei casi e delle attività laboratoriali.
Attività laboratoriali ed esercitazioni
Le attività prevedono l’alternanza tra lezioni dialogate, discussione di testi e materiali, analisi di casi studio, lavori di gruppo, esercitazioni, attività riflessive e presentazioni collettive, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento attivo degli studenti e il collegamento tra dimensione teorica e applicativa.
Si richiedono conoscenze di base relative ai concetti di organizzazione e ai processi organizzativi.
È utile una conoscenza generale dei principali fenomeni sociali e organizzativi contemporanei.
Non sono richieste conoscenze specialistiche preliminari sull’apprendimento organizzativo.
È richiesta disponibilità alla partecipazione attiva alle attività laboratoriali, alle discussioni e alle esercitazioni.
Dispense fornite nel corso delle lezioni dal docente.
Il corso è in presenza. Le lezioni si svolgono durante il primo semestre, il giovedì, dalle ore 14,00 alle ore 16,00.
Il programma per i non frequentanti è il medesimo e le modalità di valutazione sono quelle indicate nella sezione dedicata.
Il corso è in presenza. Le lezioni si svolgono durante il primo semestre, il giovedì, dalle ore 14,00 alle ore 17,00.
Il programma per i non frequentanti è il medesimo e le modalità di valutazione sono quelle indicate nella sezione dedicata.
La valutazione dell’apprendimento sarà finalizzata a verificare l’acquisizione dei principali concetti e modelli dell’apprendimento organizzativo e la capacità di applicarli all’analisi di processi e casi organizzativi. La verifica potrà prevedere la partecipazione alle attività laboratoriali, elaborazioni individuali e/o di gruppo, la presentazione e discussione di casi studio e un colloquio finale sui contenuti affrontati.
Lo studente dovrà dimostrare:
conoscenza dei principali concetti e modelli dell’apprendimento organizzativo;
capacità di analizzare i processi di apprendimento, cambiamento e innovazione nelle organizzazioni;
capacità di applicare i modelli teorici a casi ed esperienze organizzative;
capacità di riflettere sul rapporto tra apprendimento, competenze, conoscenza e sviluppo organizzativo;
autonomia di giudizio, capacità di analisi critica e chiarezza espositiva.
La valutazione terrà conto della conoscenza dei contenuti, della capacità di applicazione e interpretazione dei modelli, della partecipazione alle attività laboratoriali e della capacità di elaborare e comunicare riflessioni autonome. Non sono previste prove scritte.
Ambito disciplinare: A scelta dello studente
Obiettivo dell’insegnamento è fornire agli studenti i concetti fondamentali del quadro teorico di riferimento delle discipline sociologiche organizzative ed esaminare le interconnessioni con le altre discipline che hanno come oggetto di studio il lavoro e le organizzazioni, attraverso l’analisi delle teorie organizzative e lo studio empirico dei nuovi modelli organizzativi operanti nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni innovative.
Alla conclusione del corso lo studente ha acquisito conoscenze di tipo storico, teorico e metodologico relative al passaggio dai modelli organizzativi di tipo taylor-fordista e burocratico all’approccio “cognitivo”, all’analisi delle interconnessioni di carattere culturale e gestionale relative all’affermazione della azienda rete e della Total Quality Management.
L'insegnamento di Sociologia delle organizzazioni si propone di fornire agli studenti conoscenze teoriche e strumenti analitici per comprendere i processi di trasformazione delle organizzazioni contemporanee e i principali modelli organizzativi, con particolare riferimento alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.
Il corso esamina le interconnessioni tra la sociologia delle organizzazioni e le altre discipline che studiano il lavoro e le organizzazioni, attraverso l'analisi delle principali teorie organizzative e lo studio empirico di modelli innovativi operanti in aziende e pubbliche amministrazioni, con particolare attenzione al caso Olivetti.
Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine del corso, lo studente avrà acquisito conoscenze relative a:
- i principali approcci teorici della sociologia delle organizzazioni, sotto il profilo storico, teorico e metodologico;
- l'evoluzione storica dei modelli organizzativi, dal paradigma taylor-fordista e burocratico all'approccio cognitivo;- le trasformazioni organizzative legate all'affermazione dei modelli post-burocratici, dell'impresa rete e del Total Quality Management;
- le principali dimensioni e variabili strutturali, culturali e gestionali delle organizzazioni;
- le interconnessioni tra organizzazioni, lavoro e contesti istituzionali;
- le caratteristiche distintive di modelli organizzativi innovativi, con particolare riferimento al caso Olivetti.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
- analizzare i processi di evoluzione dei modelli organizzativi in diversi contesti;
- interpretare le dinamiche di apprendimento organizzativo, considerando l'interazione tra dimensioni individuali e collettive;
- applicare categorie analitiche allo studio delle organizzazioni, con riferimento all'integrazione tra persone, processi, tecnologie e strutture;
- analizzare casi studio, con particolare riferimento a esperienze organizzative innovative (es. modello Olivetti), individuandone logiche, strumenti e risultati;
- mettere in relazione modelli teorici e pratiche organizzative concrete.
Autonomia di giudizio
Lo studente sarà in grado di:
- sviluppare un'analisi critica delle trasformazioni dei modelli organizzativi, anche nelle pubbliche amministrazioni, valutando il passaggio dal modello burocratico ai modelli post-burocratici e alle logiche del New Public Service;
- interpretare criticamente casi studio e testimonianze organizzative, sulla base dell'analisi di case studies e testimonianze aziendali, con attenzione alle implicazioni sociali, culturali ed etiche dei modelli organizzativi;
- confrontare modelli organizzativi differenti, individuandone punti di forza, limiti e condizioni di trasferibilità, in un'ottica di integrazione strategica tra le variabili persone, processi, tecnologie e strutture.
Abilità comunicative
Lo studente sarà in grado di:
- esporre in modo chiaro e strutturato i contenuti appresi, utilizzando un linguaggio disciplinare appropriato;
- argomentare in modo efficace su problemi e soluzioni organizzative – in termini di idee, problemi e soluzioni relativi ai temi del corso – rivolgendosi sia a interlocutori specialisti sia non specialisti.
Capacità di apprendimento
Lo studente svilupperà:
- capacità di apprendimento autonome e riflessive;
- competenze per l'approfondimento e la progettazione/riprogettazione di modelli organizzativi, anche innovativi, con attenzione alle dimensioni strutturale, culturale e ai meccanismi di coordinamento;
- competenze utili a proseguire gli studi nell'ambito dell'apprendimento organizzativo e dell'analisi e sviluppo delle organizzazioni.
Al termine del laboratorio gli studenti avranno acquisito:
• i principali concetti e modelli teorici dell’apprendimento organizzativo;
• conoscenze relative ai processi di cambiamento e innovazione nelle organizzazioni;
• strumenti interpretativi per comprendere le relazioni tra apprendimento, competenze e sviluppo organizzativo;
• conoscenze relative alla gestione della conoscenza, ai saperi taciti ed espliciti e ai processi di condivisione del sapere;
• elementi teorici relativi alle pratiche riflessive e collaborative nei contesti organizzativi.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Gli studenti saranno in grado di:
• analizzare i processi di apprendimento all’interno delle organizzazioni;
• riconoscere fattori che favoriscono o ostacolano il cambiamento organizzativo;
• utilizzare strumenti di osservazione e analisi dei contesti organizzativi;
• applicare modelli interpretativi a casi studio ed esperienze organizzative.
Autonomia di giudizio
Il laboratorio intende sviluppare:
• capacità di analisi critica dei modelli di apprendimento organizzativo;
• autonomia nell’interpretazione delle dinamiche organizzative;
• capacità di riflessione sui processi di innovazione e sviluppo delle competenze.
Abilità comunicative
Gli studenti saranno stimolati a:
• comunicare in modo appropriato concetti, problemi e soluzioni relativi ai temi affrontati;
• partecipare ad attività di confronto e discussione in gruppo;
• presentare analisi e riflessioni su casi studio e attività laboratoriali.
Capacità di apprendimento
Il laboratorio favorirà:
• lo sviluppo di competenze utili per successivi approfondimenti nell’ambito della formazione, dello sviluppo organizzativo e della gestione delle risorse umane;
• la capacità di elaborare strumenti di analisi e interpretazione dei processi organizzativi in autonomia.
- Si illustrino le tappe principali dell’evoluzione delle teorie organizzative?
- Si illustrino le tappe principali dell’evoluzione dei modelli organizzativi?
- In cosa consiste la distinzione tra approccio sociologico e approccio manageriale allo studio delle organizzazioni?
- Si illustrino i principi dello Scientific Management di Taylor e le principali critiche mosse al taylor-fordismo.
- Quali sono i tratti distintivi della scuola delle Human Relations rispetto al paradigma taylor-fordista?
- Si illustri il contributo di Barnard alla teoria delle organizzazioni come sistemi cooperativi.
- In cosa consiste la razionalità limitata secondo Simon, e quali implicazioni ha per la progettazione organizzativa?
- Quali sono le principali caratteristiche del modello burocratico weberiano e quali limiti ne hanno favorito il superamento?
- Si illustrino le principali caratteristiche dei modelli organizzativi post-burocratici.
- In cosa consiste il Total Quality Management e quali trasformazioni comporta rispetto ai modelli organizzativi classici?
- Si descriva il passaggio dall'impresa gerarchica all'impresa a rete.
- Quali sono le principali differenze tra il modello burocratico e le logiche del New Public Service nella pubblica amministrazione?
- Si illustrino le cinque discipline della learning organization secondo Senge.
- Cosa si intende per cultura organizzativa secondo Schein, e quali livelli la compongono?
- Quali strumenti concettuali vengono utilizzati per l'analisi e la progettazione di nuovi modelli organizzativi?
- Che ruolo ha la leadership nello sviluppo dei gruppi professionali all'interno delle organizzazioni?
- Quali sono le sette parole chiave che caratterizzano il Modello Olivetti?
- Quali sono le caratteristiche distintive del modello Olivetti come esempio di organizzazione innovativa e socialmente integrata?
- In che modo il modello Olivetti coniuga obiettivi economici e obiettivi sociali?
- Quale attualità può essere riconosciuta oggi al modello Olivetti, e in quali contesti organizzativi se ne trovano riletture contemporanee?
Per i frequentanti si potrà partire da una domanda a piacere sui contenuti del laboratorio e le attività svolte in aula.
Altre domande possibili:
- Che cosa si intende per apprendimento organizzativo e quali sono le principali differenze tra apprendimento individuale, collettivo e organizzativo?
- Quali sono i principali modelli di apprendimento?
- discussione di un caso concreto in dialogo con il docente.
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