Violenza di genere: percorso storico giuridico

Codice: 20110909

Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Corso di studi
Giurisprudenza
Periodo di erogazione
Primo semestre
CFU
7 CFU
Lingua
Italiano
SSD
GIUR-15/A

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.

Docente
Sara Galeotti
Curriculum
Curriculum unico
Anno di corso
1
Periodo
Primo semestre
Ore
56
CUIN
260007429

Programma

Il corso, tenuto nel primo semestre, analizzerà come il mito della “mascolinità egemonica” si sia affermato nel mondo antico (e attraverso le epoche) e quale ruolo abbiano avuto le religioni, le autorità pubbliche e le scienze nella costruzione di un sistema sostanziato dal mito della virilità. La convinzione è che un approccio storico-culturale, cui affiancare la riflessione sul dato giuridico, sia indispensabile per comprendere un fenomeno che, come la violenza esercitata sul corpo delle donne, muove dalla visione di una natura ipostatizzata, che ignora, anzi nega, la straordinaria complessità umana, alla stregua delle ideologie più totalitarie, quasi i sessi fossero delle essenze immutabili e irriducibili, come se la gerarchia tra uomo e donna (tra uomo e ‘subumano’) fosse dell’ordine della necessità.
Per sviluppare questa riflessione, il corso si articolerà secondo le sei direttrici della ‘subordinazione femminile’ individuati dalla filosofa francese Olivia Gazalé:
1) la parentela confiscata;
2) l’appropriazione delle donne;
3) la demonizzazione del sesso femminile;
4) la giustificazione della violenza fondata sulla colpa femminile;
5) l’inferiorità femminile come legittimazione di esclusione;
6) la ripartizione dello spazio e la divisione sessuale del lavoro.

Prerequisiti

Non sono richiesti prerequisiti curriculari vincolanti. È tuttavia fortemente raccomandata una conoscenza di base della storia generale (antica, medievale, moderna e contemporanea) e degli istituti fondamentali del diritto privato e penale, utile a facilitare la comprensione degli istituti giuridici trattati. Non è richiesta la conoscenza pregressa degli studi di genere, che verranno introdotti e discussi nel corso delle lezioni.

Testi adottati

Studenti frequentanti: il colloquio finale verterà sui temi proposti a lezione, approfonditi attraverso i saggi inseriti dalla docente nella sezione relativa ai materiali didattici della pagina e-learning.
Per gli studenti non frequentanti, il colloquio verterà sui seguenti testi:
● Eva Cantarella, L'ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell'antichità greca e romana, Milano: Feltrinelli, 2010.
● Marco Cavina, Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Bari: Laterza, 2011.
● Simona Feci, Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Roma: Viella, 2017.

Bibliografia di riferimento

Pierre Bourdieu, Il dominio maschile, Feltrinelli, Milano, 2014.
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore, Milano, 2016.
Marija Gimbutas, Il linguaggio della dea, Feltrinelli, Milano, 1988.
Françoise Héritier, Dissolvere la gerarchia, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2004.
Lewis Henry Morgan, La società antica, Feltrinelli, Milano, 1970.
Hanna Rosin, La fine del maschio e l’ascesa della donna, Cavallo di Ferro, Roma, 2013.
Merlin Stone, Quando Dio era una donna, Venexia, Roma, 2011.

Modalità di erogazione

Il corso si articola in 28 lezioni frontali di 2 ore ciascuna (56 ore complessive), distribuite su tre giorni settimanali (lunedì, martedì, mercoledì). Ciascuna lezione prevede:
● una parte espositiva, dedicata alla ricostruzione del quadro storico-giuridico e alla presentazione delle fonti primarie (statuti, atti processuali, testimonianze, testi normativi);
● una parte seminariale, dedicata alla discussione critica dei testi in programma e all'analisi di casi di studio, con la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti;
● momenti di verifica informale in itinere (domande, brevi discussioni, commento di fonti), utili anche ai fini della valutazione della partecipazione per i frequentanti.
Le lezioni non fanno uso di sole slide come strumento di trasmissione dei contenuti d'esame: gli appunti personali costituiscono materiale di studio essenziale, unitamente ai materiali indicati dalla docente.

Modalità di frequenza

La frequenza al corso non è obbligatoria. È tuttavia vivamente consigliata, poiché la partecipazione attiva alle lezioni concorre alla valutazione finale e consente l'accesso al percorso d'esame riservato ai frequentanti, in alternativa all'esame orale sui volumi indicati previsto per i non frequentanti.
Per essere considerati frequentanti ai fini della valutazione, si raccomanda una presenza pari ad almeno l'80% delle lezioni erogate.

Modalità di valutazione

Lingua della prova finale: italiano.
Non frequentanti:
Gli studenti e le studentesse non frequentanti sono tenuti a sostenere obbligatoriamente l'esame orale sui tre volumi monografici indicati dalla docente:
● Eva Cantarella, L'ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell'antichità greca e romana, Milano, Feltrinelli, 2010;
● Marco Cavina, Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Bari, Laterza, 2011;
● Simona Feci, Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Roma, Viella, 2017.
Frequentanti:
L'esame si svolgerà in forma orale e sarà volto ad accertare l'acquisizione delle conoscenze di base circa i fondamenti storico-giuridici della violenza di genere, in particolare dell'architettura normativa che può considerarsi fondativa della minorità femminile.
L'esame orale potrà, tuttavia, essere sostituito dalla composizione di una tesina (min. 36.000 / max 60.000 caratteri, spazi inclusi, bibliografia esclusa) su un argomento, tra quelli affrontati nel corso, concordato con la docente.
Per la stesura dell'elaborato scritto, che deve essere originale, non è ammesso l'uso di strumenti di intelligenza artificiale, fuorché per l'eventuale elaborazione di dati, statistiche, costruzione di grafici. La docente dispone di strumenti antiplagio.
Criteri di valutazione e composizione del voto: la valutazione finale è espressa in trentesimi (30/30). La valutazione tra il 18 e il 20 corrisponde a una conoscenza sufficiente, ancorché minima e non approfondita, della materia; la valutazione tra il 20 e il 25 evidenzia una conoscenza più che sufficiente / discreta dei contenuti; la valutazione tra il 25 e il 29 mette in luce una buona / molto buona conoscenza delle strutture della materia e una capacità critica dello studente. La valutazione tra il 30 e il 30 e lode corrisponde a una ottima / eccellente conoscenza della materia accompagnata da ottima o eccellente capacità critica, di analisi, di connessione.
Contenuti d'esame (indicazioni rivolte ai soli frequentanti):
Il colloquio finale verterà sui temi proposti a lezione, approfonditi attraverso i saggi inseriti dalla docente nella sezione relativa ai materiali didattici della pagina e-learning del corso.
● Temi e argomenti trattati durante le lezioni, secondo il programma dettagliato;
● Saggi e materiali didattici caricati dalla docente nella pagina e-learning del corso;
● Appunti personali delle lezioni (non sono ammesse le sole slide come materiale di studio).
La partecipazione attiva al corso è oggetto di valutazione. Il giudizio finale tiene conto dell'assiduità nella partecipazione, dei risultati verificati durante le lezioni, degli interventi svolti durante il corso, nonché dell'esito del colloquio orale o della tesina finale.

Prove previste

  • Prova orale

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: A scelta dello studente

Il corso si propone di introdurre gli studenti all’analisi delle dinamiche legate alla discriminazione e alla violenza di genere attraverso un approccio multidisciplinare. L’obiettivo è fornire strumenti teorici e metodologici per sviluppare una comprensione critica del fenomeno, sia nella sua evoluzione storica sia nella sua configurazione giuridica.

Risultati di apprendimento attesi

Al termine del corso, lo studente / la studentessa sarà in grado di:
● Ricostruire l'evoluzione storico-giuridica della condizione femminile e dei fondamenti normativi della «minorità femminile» dall'antichità classica all'età contemporanea;
● Identificare e analizzare gli istituti giuridici (patria potestas, ius corrigendi, debito coniugale, delitto d'onore, ecc.) che hanno strutturato la subordinazione femminile e legittimato la violenza domestica e coniugale;
● Padroneggiare il lessico storico-giuridico della violenza di genere (stupro, violenza carnale, violenza sessuale, violenza di genere, femminicidio) e comprenderne la genealogia concettuale;
● Collocare criticamente le fonti storiche (statuti, atti processuali, suppliche, trattati, testi normativi) nel loro contesto socio-politico, distinguendo continuità e fratture nella lunga durata;
● Analizzare criticamente la relazione tra costruzione sociale della virilità e legittimazione culturale della violenza maschile;
● Mettere in relazione l'evoluzione storica dell'istituto giuridico con il quadro normativo contemporaneo (Convenzione di Istanbul, legislazione italiana in materia di violenza di genere e femminicidio);
● Esporre oralmente e per iscritto, con proprietà di linguaggio e rigore argomentativo, i contenuti appresi, elaborando collegamenti interdisciplinari tra storia, diritto e studi di genere.

Esempi di domande d’esame

● In che modo la storiografia di genere ha ridefinito il concetto giuridico di «violenza» rispetto alla nozione ottocentesca di «violenza carnale»?
● Che cos'è lo ius corrigendi e su quali basi teologico-giuridiche si fonda la sua legittimazione nell'Europa medievale e moderna?
● Illustrare il percorso che porta dalla «violenza carnale» alla «violenza sessuale» e infine alla categoria di «violenza di genere» nell'ordinamento italiano.
● In che senso si può parlare, secondo Olivia Gazalé, di un «sistema viriarcale»? Quali meccanismi lo sostengono?
● Quali erano i rimedi giudiziari a disposizione delle donne vittime di violenza coniugale nell'Europa d'Antico regime? Con quali limiti?
● Descrivere il percorso storico-giuridico che porta dalla tolleranza per il «delitto d'onore» alla sua abrogazione nell'ordinamento italiano (l. 442/1981).
● In che modo la condizione giuridica della donna ateniese si distingue da quella della donna romana in età repubblicana?
● Che cosa si intende per «minorità femminile» come categoria storico-giuridica? Illustrare almeno tre istituti che la determinano nel corso dei secoli.
● Quali fattori spiegano, secondo la storiografia, il passaggio dalla violenza maritale come «diritto» alla sua criminalizzazione tra Sette e Novecento?
● In che modo le suppliche al papa costituiscono una fonte privilegiata per la storia della violenza contro le donne nel tardo medioevo?

I corsi che comprendono questo insegnamento nell’A.A. 2026/2027

Giurisprudenza

Giurisprudenza

Cod 101601

  • Laurea magistrale a ciclo unico
  • 5 anni
  • 300 CFU
  • LMG/01 R
Giurisprudenza

Scienze giuridiche

Cod 101608

  • Laurea magistrale
  • 2 anni
  • 120 CFU
  • LM/SC-GIUR R
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