Introduzione alla Vulcanologia

Codice: 20401976

Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Periodo di erogazione
Primo semestre
CFU
6 CFU
Lingua
Italiano
SSD
GEO/08

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.

Docente
Alessandro Vona
Curriculum
Curriculum unico
Anno di corso
2
Periodo
Primo semestre
Ore
48
CUIN
260001147

Programma

- Introduzione alla vulcanologia e metodi di studio
Definizione e ambiti della vulcanologia; processi, prodotti, morfologie, pericolosità e rischio vulcanico. Approccio multidisciplinare allo studio dei vulcani: osservazioni dirette, sedimentologia e stratigrafia, petrografia e petrologia, geochimica, geofisica, geologia strutturale, geomorfologia e simulazioni numeriche. Definizione e classificazione dei vulcani; vulcani monogenetici, poligenetici e complessi vulcanici.
- Contesto geodinamico e natura dei magmi
Distribuzione del vulcanismo nelle dorsali medio-oceaniche e nei rift continentali, negli archi insulari e continentali, nei bacini di retroarco e negli ambienti intraplacca; punti caldi e grandi province ignee. Natura multifase del magma e distinzione tra magma e lava. Principali proprietà fisiche dei magmi: composizione e struttura dei fusi silicatici, polimerizzazione, densità e galleggiamento, viscosità e comportamento reologico, ruolo di temperatura, cristalli, bolle e volatili, solubilità ed essoluzione dei gas.
- Trasporto magmatico e dinamiche eruttive
Risalita per contrasto di densità, livello di galleggiamento neutrale e accumulo del magma. Struttura dei sistemi magmatici e concetto di crystal mush. Camere e serbatoi magmatici; dicchi, sciami di dicchi, sill, neck e diatremi; eruzioni laterali. Sovrappressurizzazione e principali processi interni ed esterni di innesco delle eruzioni. Degassamento e relazioni tra proprietà del magma e stile eruttivo. Classificazione delle eruzioni; curve isopache, area di dispersione e grado di frammentazione; intensità, magnitudo e indice VEI.
- Eruzioni effusive, esplosive e prodotti
Attività hawaiana e stromboliana; fontane di lava, scorie e spatter. Colate laviche aa e pahoehoe: struttura, tessitura, modalità di propagazione e transizioni; colate basaltiche e acide. Piroclasti juvenili e litici; classificazione granulometrica, bombe e blocchi, ceneri e lapilli accrezionari. Eruzioni surtseyane, vulcaniane, subpliniane, pliniane e freatopliniane. Colonne eruttive e depositi da ricaduta. Correnti di densità piroclastica concentrate e diluite, block-and-ash flow, ignimbriti, saldatura e strutture deposizionali.
- Morfologie vulcaniche e movimenti in massa
Forme costruttive: vulcani a scudo, stratovulcani, coni di scorie, maar, tuff ring, tuff cone e duomi. Forme distruttive: crateri, caldere da drenaggio e da esplosione, risorgenza e caldere annidate. Instabilità degli edifici vulcanici, collassi settoriali, debris avalanche e lahar; caratteristiche dei relativi depositi.
- Pericolosità, rischio e monitoraggio vulcanico
Definizioni e relazioni tra pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio vulcanico. Fenomeni pericolosi primari e secondari associati a colate laviche, ricaduta di ceneri, correnti piroclastiche, gas, lahar, tsunami e laghi vulcanici; cenere e aviazione; impatto atmosferico e climatico delle grandi eruzioni. Principi di mitigazione del rischio e interventi diretti. Monitoraggio sismico, geodetico e geochimico e integrazione dei segnali per la sorveglianza vulcanica.
- Vulcanismo italiano
Distribuzione delle principali province magmatiche italiane e relazioni con l’evoluzione geodinamica della penisola. Caratteristiche del magmatismo e lineamenti della storia eruttiva dei distretti del Lazio (Vulsini, Vico, Sabatini e Colli Albani), dell’area pontina, della Campania (Campi Flegrei, Somma-Vesuvio e Ischia), del Vulture, dell’arco Eoliano (Lipari, Vulcano e Stromboli) e della Sicilia (Etna e Pantelleria). Approfondimento delle successioni e degli eventi principali, tra cui Ignimbrite Campana, Tufo Giallo Napoletano, Monte Nuovo, eruzioni del Vesuvio del 79 CE, 1631 e 1944, attività ordinaria e parossistica di Stromboli ed evoluzione recente dell’Etna. Relazioni tra storia eruttiva, prodotti, morfologie, territorio e pericolosità.
- Osservazione e interpretazione dei fenomeni
In tutti i nuclei tematici, la trattazione teorica è integrata dall’analisi guidata di immagini, carte, schemi, ricostruzioni tridimensionali e numerose sequenze video di eruzioni e fenomeni vulcanici. L’osservazione della loro evoluzione temporale è utilizzata per riconoscere i processi in atto e collegarli ai prodotti, ai depositi, alle modificazioni morfologiche e alle conseguenze sul territorio.

Prerequisiti

È richiesta una conoscenza di base dei principali processi geologici e delle rocce magmatiche, con particolare riferimento agli aspetti mineralogici e petrografici necessari per comprendere la natura dei magmi e dei prodotti vulcanici.
Non sono previste propedeuticità formali.

Testi adottati

Testo in Italiano: Scandone R., Giacomelli L. - Vulcanologia. Principi fisici e metodi d'indagine. (Liguori ed.)
Testo in Inglese: Lockwood J.P., Hazlett R.W. - Volcanoes. Global Perspectives. (Wiley-Blackwell eds.)
Testo in Italiano: Giacomelli L., Scandone R. - Vulcani d'Italia (Liguori ed.)

Bibliografia di riferimento

Cas, R.A.F., Wright, J. V, 1998. Volcanic Successions: Modern and Ancient, A geological approach to processes, products and successions, Chapman and Hall, UK.

Sigurdsson, H., Houghton, B.F., McNutt, S.R., Rymer, H., Stix, J. (Eds.), 2015. The Encyclopedia of Volcanoes, Second Edi. ed. Academic Press.

Peccerillo, A., 2017. Cenozoic Volcanism in the Tyrrhenian Sea Region. Springer International Publishing.

Modalità di erogazione

L’insegnamento comprende 6 CFU, corrispondenti a 48 ore di lezioni frontali con ampio ricorso a materiali visuali e multimediali.
Le lezioni seguono una progressione che parte dal contesto geodinamico e dalle proprietà dei magmi, affronta quindi i processi di trasporto ed eruzione, i prodotti e le morfologie vulcaniche, e si conclude con pericolosità, rischio, monitoraggio e principali casi italiani.
La trattazione teorica è sistematicamente integrata dall’osservazione e dalla discussione guidata di schemi, fotografie, carte, ricostruzioni tridimensionali e numerosi filmati di eruzioni e altri fenomeni vulcanici. In una disciplina caratterizzata da processi fortemente dinamici, i video consentono di osservarne direttamente l’evoluzione temporale, riconoscere le transizioni tra fasi diverse e collegare le dinamiche ai prodotti, ai depositi e alle trasformazioni del territorio. L’analisi di casi italiani, mediante carte, successioni stratigrafiche, documentazione storica, immagini e filmati, sviluppa inoltre la conoscenza del territorio vulcanico nazionale. Le discussioni guidate favoriscono la progressiva applicazione delle conoscenze, il confronto tra evidenze, la formulazione di interpretazioni motivate e l’uso appropriato della terminologia vulcanologica.

Modalità di frequenza

La frequenza alle lezioni è caldamente incoraggiata.

Modalità di valutazione

L’esame consiste in una prova orale finalizzata a verificare le conoscenze acquisite e la capacità di utilizzarle per descrivere, confrontare e interpretare processi, prodotti, depositi, morfologie e scenari di pericolosità vulcanica.
Il colloquio è articolato indicativamente in 4-5 domande relative a parti diverse dell’intero programma e ha una durata orientativa di 30-35 minuti. Le domande possono comprendere la discussione e l’interpretazione di schemi, immagini o semplici casi vulcanologici coerenti con quelli affrontati durante il corso.
La valutazione tiene conto della correttezza e completezza delle conoscenze, della capacità di stabilire collegamenti tra i diversi argomenti, della capacità di applicare i concetti all’interpretazione di casi e scenari, dell’autonomia e coerenza dell’argomentazione, nonché della chiarezza espositiva e dell’appropriatezza del linguaggio scientifico.
Nel loro insieme, le domande verificano le competenze riconducibili ai cinque Descrittori di Dublino: conoscenza e comprensione dei processi vulcanici; applicazione delle conoscenze all’interpretazione di prodotti, depositi e scenari; autonomia di giudizio nella selezione e valutazione delle evidenze; abilità comunicative nell’esposizione; capacità di trasferire quanto appreso a casi non trattati in modo identico durante il corso.
L’esame è superato con una valutazione minima di 18/30. Il voto finale, espresso in trentesimi, deriva dalla valutazione complessiva del colloquio. La lode può essere attribuita quando lo studente dimostra padronanza completa dei contenuti, elevata capacità di collegamento e di interpretazione autonoma, nonché particolare chiarezza e rigore nell’esposizione.

Prove previste

  • Prova orale

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: A scelta dello studente

Il corso si prefigge di fornire agli studenti gli elementi base sullo studio dei processi vulcanici dalla genesi del magma, al suo trasporto, migrazione ed eruzione fino alla formazione dei depositi vulcanici. Sono inoltre forniti elementi sul monitoraggio dell’attività vulcanica per la valutazione e mitigazione del rischio vulcanico.

Risultati di apprendimento attesi

Al termine del corso lo studente sarà in grado di descrivere e interpretare i principali processi vulcanici, dalla genesi e risalita del magma alle dinamiche eruttive e alla formazione dei prodotti e delle morfologie vulcaniche, anche attraverso l’osservazione guidata di immagini, ricostruzioni e sequenze video. Saprà inoltre collegare tali processi ai principali elementi di pericolosità, monitoraggio e mitigazione del rischio e inquadrare la distribuzione e la storia eruttiva dei principali sistemi vulcanici italiani.
1. Conoscenza e capacità di comprensione
• descrivere le relazioni tra contesto geodinamico e distribuzione del vulcanismo;
• descrivere le principali proprietà fisiche dei magmi e interpretarne il ruolo nei processi di risalita, degassamento ed eruzione;
• distinguere i principali stili eruttivi e spiegare i processi di formazione dei prodotti e dei depositi vulcanici;
• riconoscere e descrivere le principali morfologie vulcaniche costruttive e distruttive e i processi di movimento in massa associati agli edifici vulcanici;
• descrivere i concetti fondamentali di pericolosità e rischio vulcanico e i principali metodi di monitoraggio;
• descrivere la distribuzione, l’evoluzione e i prodotti caratteristici delle principali province magmatiche e dei principali sistemi vulcanici italiani, riconoscendone le relazioni con il territorio.
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
• classificare i principali tipi di eruzione, prodotti e depositi vulcanici sulla base delle loro caratteristiche fisiche, tessiturali e deposizionali;
• interpretare schemi, immagini, ricostruzioni e sequenze video relative a edifici ed eruzioni, riconoscendo l’evoluzione temporale dei fenomeni e collegandola ai prodotti e ai depositi generati;
• utilizzare carte, schemi stratigrafici e documentazione storica per ricostruire, a livello introduttivo, l’evoluzione dei principali sistemi vulcanici italiani;
• applicare i concetti di pericolosità e rischio all’analisi di semplici scenari vulcanici.
3. Autonomia di giudizio
• confrontare evidenze osservative, comprese quelle ricavate da immagini e filmati, relative a fenomeni, prodotti e depositi vulcanici e formulare interpretazioni motivate sui processi eruttivi;
• valutare criticamente, a livello introduttivo, il significato dei principali segnali di monitoraggio e le implicazioni dei diversi fenomeni per la pericolosità vulcanica.
4. Abilità comunicative
• esporre in modo chiaro e coerente i processi vulcanici e le relative interpretazioni, utilizzando correttamente la terminologia scientifica della disciplina;
• argomentare i collegamenti tra processi, prodotti, morfologie, pericolosità e rischio vulcanico e presentare in modo ordinato la storia eruttiva e i depositi di un sistema vulcanico.
5. Capacità di apprendimento
• utilizzare le conoscenze e i criteri interpretativi acquisiti per affrontare casi vulcanologici e documentazione visuale non esaminati direttamente durante il corso;
• approfondire autonomamente temi di vulcanologia mediante la consultazione dei testi e dei materiali didattici indicati.

Obiettivi di sostenibilità

  • 11 Città e comunità sostenibili
  • 3 Salute e benessere
  • 4 Istruzione di qualità
  • 7 Energia pulita e accessibile
  • 9 Imprese, innovazione e infrastrutture
  • 13 Lotta contro il cambiamento climatico
  • 15 Vita sulla Terra

Esempi di domande d’esame

La prova consiste in un colloquio orale della durata orientativa di 30-35 minuti, articolato indicativamente in 4-5 domande riguardanti parti diverse dell’intero programma. Le domande possono richiedere la descrizione di processi, il confronto tra fenomeni o prodotti, l’interpretazione di schemi e immagini e l’applicazione delle conoscenze a semplici casi vulcanologici.
Esempi di domande:
• Illustrare le relazioni tra tettonica delle placche e vulcanismo, confrontando i principali caratteri del vulcanismo associato a margini divergenti, margini convergenti e contesti intraplacca.
• Descrivere i principali fattori che controllano la viscosità dei magmi e discutere come essa influenzi il trasporto magmatico e lo stile eruttivo.
• Confrontare le dinamiche di formazione e le caratteristiche delle colate laviche pāhoehoe e ‘a‘ā, evidenziando il ruolo della reologia e delle condizioni di messa in posto.
• Descrivere la formazione e l’evoluzione di una colonna eruttiva e confrontare i processi di sedimentazione per caduta con quelli associati alle correnti piroclastiche.
• A partire da uno schema, da un’immagine o dalla descrizione di una sequenza osservativa, ricostruire la possibile dinamica eruttiva e motivare l’interpretazione proposta.
• Confrontare i processi di formazione di crateri e caldere, discutendone le differenze morfologiche e genetiche.
• Distinguere i concetti di pericolosità e rischio vulcanico e applicarli all’analisi di un semplice scenario territoriale.
• Illustrare come dati sismici, deformativi e geochimici possano essere integrati nel monitoraggio di un sistema vulcanico.
• Descrivere la distribuzione e i principali caratteri del vulcanismo italiano, collegandoli al contesto geodinamico e all’evoluzione del territorio.
• Ricostruire gli elementi principali della storia eruttiva di uno dei sistemi vulcanici italiani affrontati durante il corso, mettendo in relazione processi, prodotti, morfologie e scenari di pericolosità.

I corsi che comprendono questo insegnamento nell’A.A. 2026/2027

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