Nanomateriali per Drug Delivery

Codice: 20410838

Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Corso di studi
Farmacia
Periodo di erogazione
Secondo semestre
CFU
6 CFU
Lingua
Italiano
SSD
CHIM/03 / CHIM/06

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027. L’insegnamento è diviso in canali: ogni canale ha il suo programma.

Docente
Tecla Gasperi
Curriculum
Curriculum unico Ricerca e Sviluppo
Anno di corso
4
Periodo
Secondo semestre
Ore
48
CUIN
260000092

Prerequisiti

Buona conoscenza della Chimica Generale e Inorganica, della Chimica Analitica e della Chimica Organica

Modalità di erogazione

Il corso si svolgerà prevalentemente con lezioni frontali e alcune esercitazioni di laboratorio durante le quali saranno illustrate alcune preparazioni di biopolimeri per il DDS e loro caratterizzazione mediante GPC

Prove previste

  • Prova orale

Docente
Luca Tortora
Curriculum
Curriculum unico Ricerca e Sviluppo
Anno di corso
4
Periodo
Secondo semestre
Ore
48
CUIN
260000092

Programma

Il modulo introduce i principi chimici, fisici e biologici alla base della progettazione dei nanomateriali inorganici per il drug delivery.
Fondamenti di nanomedicina e drug delivery
Definizione e classificazione dei nanomateriali. Effetti della scala nanometrica e rapporto superficie/volume. Relazione tra composizione, dimensioni, forma, carica superficiale, porosità, stabilità colloidale e comportamento biologico. Vantaggi e limiti dei sistemi nanostrutturati rispetto alla somministrazione convenzionale dei farmaci.
Principali classi di nanomateriali inorganici
Nanoparticelle metalliche, con particolare riferimento a oro, argento e platino. Nanoparticelle di ossidi metallici, comprese magnetite e maghemite, ossido di zinco e ossido di cerio. Nanoparticelle magnetiche e loro impiego nel targeting magnetico, nell’ipertermia e nella risonanza magnetica. Silice mesoporosa e materiali a base di calcio, fosfati di calcio e idrossiapatite. Quantum dots e nanomateriali semiconduttori. Cenni ai nanomateriali carboniosi e ai sistemi ibridi organico-inorganici.
Principali metodi di preparazione: nucleazione e crescita, sintesi colloidale, precipitazione e coprecipitazione, processo sol-gel, sintesi idrotermale e approcci di green synthesis. Controllo di dimensioni, forma e dispersione.
Caricamento e rilascio del farmaco
Adsorbimento fisico, interazioni elettrostatiche, coordinazione, intrappolamento nei pori e coniugazione covalente. Impiego di linker degradabili o sensibili all’ambiente biologico. Efficienza di caricamento e capacità di carico. Meccanismi di rilascio per diffusione, desorbimento, dissoluzione o degradazione del nanocarrier. Sistemi di rilascio controllato e responsivo a pH, condizioni redox, enzimi, luce, calore o campi magnetici.
Funzionalizzazione superficiale e targeting
Funzionalizzazione covalente e non covalente. Silanizzazione, interazioni tiolo–oro e ancoraggio mediante gruppi fosfonato o catecolo sulle superfici degli ossidi. Rivestimenti polimerici e PEGylation. Coniugazione con anticorpi, peptidi, proteine, aptameri, acidi nucleici e carboidrati.
Targeting passivo e attivo. Interazioni bio–nano, adsorbimento delle proteine e formazione della corona proteica. Riconoscimento da parte del sistema immunitario e clearance da parte del sistema mononucleato-fagocitario. Attraversamento delle barriere biologiche, internalizzazione cellulare, traffico intracellulare ed escape endosomiale. Strategie di indirizzamento verso organelli cellulari e nucleo mediante peptidi penetranti, sequenze di localizzazione nucleare e ligandi specifici.
Tecniche di caratterizzazione
- Microscopia TEM, SEM e AFM per morfologia, dimensioni e aggregazione.
- Dynamic Light Scattering, Nanoparticle Tracking Analysis, indice di polidispersità e potenziale zeta per dimensioni idrodinamiche e stabilità colloidale.
- Diffrazione a raggi X per struttura cristallina e composizione di fase.
- Spettroscopia UV-Vis, fluorescenza, FTIR e Raman per proprietà ottiche, composizione e interazioni molecolari.
- XPS per composizione e stato chimico della superficie e per lo studio della funzionalizzazione.
- Analisi termogravimetrica per la valutazione dei rivestimenti e della componente organica superficiale.
- BET e analisi della porosità per i materiali mesoporosi.
- ICP-MS o ICP-OES per composizione elementare, concentrazione, dissoluzione e rilascio ionico.
- Metodi spettroscopici e cromatografici per la determinazione dell’efficienza di caricamento e dei profili di rilascio.
Interazioni biologiche e applicazioni
Influenza delle proprietà fisico-chimiche su biodistribuzione, farmacocinetica, uptake cellulare e tossicità. Impieghi in oncologia, terapia genica, trattamento delle infezioni, superamento della barriera emato-encefalica, bioimaging e teranostica. Nanoparticelle plasmoniche per terapia fototermica e nanoparticelle magnetiche per imaging e rilascio guidato.
Biocompatibilità, nanotoxicology, stress ossidativo, infiammazione, accumulo e destino a lungo termine. Principi di safe-by-design. Riproducibilità, scalabilità, standardizzazione, controllo di qualità e principali ostacoli alla traduzione clinica e all’approvazione regolatoria.

Prerequisiti

È richiesto il superamento dell’esame di Chimica generale e inorganica. Lo studente deve possedere conoscenze di base relative a struttura atomica, legame chimico, stechiometria, equilibri in soluzione, equilibri acido-base, processi redox, solubilità e proprietà generali dei composti inorganici. Sono inoltre utili conoscenze di base di chimica organica, chimica fisica, biochimica e biologia cellulare.

Testi adottati

Non è previsto un testo di riferimento obbligatorio. Il materiale didattico sarà costituito dalle dispense, dalle presentazioni e dagli articoli scientifici forniti o indicati dal docente durante il corso. La letteratura proposta comprenderà articoli di revisione e casi di studio aggiornati riguardanti la sintesi, la funzionalizzazione, la caratterizzazione e le applicazioni biomediche dei nanomateriali inorganici.

Modalità di erogazione

Il modulo comprende 24 ore di attività didattica, svolte prevalentemente mediante lezioni frontali con l’ausilio di presentazioni, schemi, modelli strutturali, articoli scientifici e casi di studio.
Le lezioni saranno integrate da esercitazioni guidate sull’interpretazione di dati sperimentali e da alcune esperienze o dimostrazioni di laboratorio. Queste potranno riguardare la preparazione e dispersione di nanoparticelle inorganiche, la valutazione della stabilità colloidale, misure UV-Vis, DLS e potenziale zeta e l’analisi di dati TEM, SEM, XRD, FTIR, Raman o XPS. Potranno inoltre essere esaminati esempi di determinazione dell’efficienza di caricamento e delle cinetiche di rilascio di un farmaco modello.
La discussione di articoli scientifici consentirà di collegare i principi teorici alla progettazione e alla valutazione critica di nanosistemi reali.

Modalità di frequenza

La frequenza è obbligatoria. Per poter sostenere l’esame è richiesta la partecipazione ad almeno il 70% delle attività didattiche previste, comprese le eventuali esercitazioni ed esperienze di laboratorio.

Modalità di valutazione

L’apprendimento sarà valutato mediante un esame orale individuale. Il colloquio verterà su almeno tre differenti aree del programma e potrà comprendere la discussione di dati, grafici, spettri o immagini di microscopia relativi alla caratterizzazione di un nanosistema.
La valutazione terrà conto:
della conoscenza dei contenuti;
della correttezza scientifica e dell’uso della terminologia;
della capacità di mettere in relazione composizione, struttura, proprietà e funzione;
della capacità di selezionare e discutere criticamente le tecniche di caratterizzazione;
dell’autonomia di giudizio nella progettazione di un sistema di drug delivery;
della capacità di considerare gli aspetti di biocompatibilità, sicurezza e trasferibilità clinica.
Il superamento dell’esame richiede la conoscenza dei concetti fondamentali e la capacità di descrivere almeno un sistema di drug delivery basato su nanomateriali inorganici. Le valutazioni più elevate saranno attribuite agli studenti capaci di integrare criticamente aspetti chimici, fisici, biologici e applicativi.

Prove previste

  • Prova orale

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: Attività formative affini o integrative

Il corso di Nanomateriali per Drug Delivery si propone di fornire allo studente competenze teoriche e pratiche riguardo i moderni processi di sintesi e le più avanzate tecniche di caratterizzazione dei nanomateriali inorganici e organici per applicazioni in campo farmaceutico e biomedico.

Risultati di apprendimento attesi — Tecla Gasperi

Il corso si propone di fornire le conoscenze fondamentali relative alla progettazione, alla preparazione, alla caratterizzazione e all’impiego dei nanomateriali nei sistemi avanzati di veicolazione dei farmaci (Nanotechnology-based Drug Delivery Systems, NDDS). Particolare attenzione sarà dedicata alla relazione tra struttura, composizione, proprietà fisico-chimiche e comportamento biologico dei nanovettori, con costante riferimento alle loro potenziali applicazioni in ambito farmaceutico e biomedico.
Nel corso saranno analizzate le principali classi di nanomateriali impiegate per il drug delivery, quali nanoparticelle polimeriche e lipidiche, liposomi, micelle, sistemi a base di biopolimeri e nanoparticelle inorganiche.
Gli obiettivi fondamentali dell’insegnamento sono la capacità di correlare le caratteristiche del nanomateriale alle sue prestazioni farmaceutiche, di valutare criticamente l’idoneità di un determinato nanovettore rispetto alle proprietà del principio attivo e di interpretare l’influenza dei parametri formulativi sulla stabilità del farmaco. Saranno inoltre esaminati alcune metodologie di caratterizzazione, alcuni aspetti di biocompatibilità e di sicurezza, nonché le problematiche connesse alla riproducibilità e alla produzione su scala industriale.

Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
- conoscere i principi fondamentali della nanoscienza applicata alla veicolazione dei farmaci;
- distinguere le principali classi di nanomateriali e nanovettori impiegati in ambito farmaceutico;
- conoscere i principali metodi di preparazione di nanoparticelle, liposomi, micelle, e sistemi nanostrutturati a base di polimeri, lipidi e biopolimeri;
- distinguere i diversi meccanismi di rilascio controllato, prolungato e stimolo-responsivo;
- conoscere le strategie di funzionalizzazione superficiale e di targeting dei nanovettori;
- interpretare i principali parametri utilizzati per la caratterizzazione dei nanovettori, quali dimensione particellare, distribuzione dimensionale, potenziale zeta, morfologia, efficienza di incapsulamento, capacità di carico e stabilità colloidale;
- comprendere i principali aspetti relativi alla biocompatibilità, alla tossicità e alla degradazione dei nanomateriali;
- analizzare le problematiche associate alla stabilità, alla conservazione, alla scalabilità produttiva e alla riproducibilità delle formulazioni nanostrutturate;
- conoscere i principali ambiti applicativi dei nanomedicinali, inclusi oncologia, malattie infettive, patologie croniche, terapia genica e medicina personalizzata;
- discutere criticamente vantaggi e limiti dei sistemi nanostrutturati rispetto alle forme farmaceutiche convenzionali.

Risultati di apprendimento attesi — Luca Tortora

Al termine del modulo lo studente avrà acquisito conoscenze sui principi fondamentali che regolano l’impiego dei nanomateriali inorganici nei sistemi di drug delivery. In particolare, sarà in grado di:
- descrivere le principali classi di nanomateriali inorganici utilizzate in ambito biomedico, tra cui nanoparticelle metalliche e di ossidi metallici, nanoparticelle magnetiche, silice mesoporosa, fosfati di calcio, quantum dots e sistemi inorganici ibridi;
- correlare composizione, dimensioni, forma, struttura cristallina, porosità e proprietà superficiali con stabilità colloidale, capacità di caricamento, biodistribuzione, internalizzazione cellulare e rilascio del farmaco;
- descrivere i principali metodi di sintesi e funzionalizzazione superficiale dei nanomateriali inorganici;
- distinguere i meccanismi di caricamento, coniugazione e rilascio di farmaci, biomolecole e acidi nucleici;
- comprendere i principi del targeting passivo e attivo e le strategie di attraversamento delle barriere biologiche e di indirizzamento intracellulare e subcellulare;
- selezionare le tecniche più appropriate per la caratterizzazione morfologica, strutturale, chimica, superficiale, colloidale e funzionale dei nanosistemi;
- interpretare criticamente dati sperimentali relativi alla sintesi, alla funzionalizzazione, al caricamento e al rilascio del farmaco;
- valutare criticamente biocompatibilità, nanotoxicology, formazione della corona proteica, destino biologico, biodegradazione e possibili problematiche di trasferimento clinico dei nanomateriali.
Lo studente svilupperà inoltre autonomia di giudizio nella scelta di un nanosistema in funzione dell’applicazione terapeutica e capacità di comunicare, con terminologia scientifica appropriata, le relazioni tra struttura, proprietà e funzione dei nanomateriali.

Esempi di domande d’esame

Tecla Gasperi

Durante le lezioni teoriche e le esercitazioni il docente pone domande-esempio delle domande di esame agli studenti, guidandoli nella preparazione dell'esame

Luca Tortora

Quali metalli e ossidi metallici sono maggiormente utilizzati in campo biomedico? Discuterne proprietà, applicazioni e limiti.
Quali proprietà rendono le nanoparticelle d’oro adatte al drug delivery, al bioimaging e alla terapia fototermica?
Descrivere struttura, sintesi e applicazioni delle nanoparticelle di ossido di ferro.
Quali strategie di funzionalizzazione possono essere impiegate per consentire alle nanoparticelle di raggiungere selettivamente una cellula bersaglio e il suo nucleo?
Qual è la differenza tra targeting passivo e targeting attivo?
Che cos’è la corona proteica e come può modificare l’identità biologica e il destino di una nanoparticella?
Quali tecniche possono essere utilizzate per verificare la funzionalizzazione superficiale di una nanoparticella? Quali informazioni forniscono XPS, FTIR, Raman, potenziale zeta e analisi termogravimetrica?
Qual è la differenza tra la dimensione determinata mediante TEM e il diametro idrodinamico misurato mediante DLS?
Come possono essere caricati e successivamente rilasciati i farmaci da una nanoparticella di silice mesoporosa?
Progettare un nanosistema inorganico per il rilascio mirato di un farmaco, indicando materiale, metodo di funzionalizzazione, modalità di caricamento, stimolo di rilascio e tecniche di caratterizzazione.
Quali fattori determinano la biocompatibilità e la tossicità di un nanomateriale inorganico?
Interpretare un insieme di dati TEM, DLS, potenziale zeta e XPS relativi a una nanoparticella prima e dopo la funzionalizzazione.

Il corso in cui è erogato questo insegnamento

Scienze

Farmacia

Cod 104624

  • Laurea magistrale a ciclo unico
  • 5 anni
  • 300 CFU
  • LM-13 R
API