Scienze umane per l'ambiente
Cod 107669
- Laurea magistrale
- 2 anni
- 120 CFU
- LM-1 R
Codice: 20710488
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
Il corso è mutuato da Scienze della Formazione Primaria, tuttavia, per le specificità del corso di laurea, i testi di riferimento sono specifici per il corso di Scienze Umane per l’Ambiente.
Il corso mette al centro il tema del confine in una prospettiva antropologica. Il confine sarà inteso come lo spazio sociale dove culture, generi, corpi, classi sociali, appartenenze si costeggiano, sovrappongono, entrano in conflitto o costruiscono nuove alleanze e comunità. In che modo possiamo pensare alla cultura umanitaria e agli interventi sociali al fine di renderli capaci di operare in zone di confine? Una parte consistente del corso è dedicata alle migrazioni contemporanee e ai processi sociali, politici e culturali che esse generano e da cui sono generate.
Nella contemporaneità, la prospettiva antropologica si configura come uno studio critico rivolto alla comprensione delle diversità e delle somiglianze culturali e dei processi sociali che costruiscono appartenenze, disuguaglianze, gerarchie sociali, nuove forme di azione e resistenza. In questi termini, anche le condizioni di vulnerabilità, marginalità ed esclusione sono viste il risultato di processi sociali che generano crisi e diseguaglianze anziché caratteristiche individuali o proprie di alcuni gruppi umani. L’analisi di questi processi è particolarmente importante quando interpella il ruolo delle istituzioni, dei servizi sociali, delle comunità o le dinamiche dell’aiuto nel rinsaldare o nel rimuovere tali dinamiche di ingiustizia e di diseguaglianza.
Il corso offre dapprima a) una conoscenza delle principali prospettive antropologiche e di nozioni costitutive la disciplina – in particolare istituzioni, potere, società, cultura, appartenenza – per poi seguirne l’evoluzione del dibattito e lo sviluppo di nodi concettuali legati nello specifico al dibattito sul genere e sulle migrazioni. Tali conoscenze intendono nella parte monografica b) sviluppare capacità di applicare tali conoscenze, teorie e concetti al fine di sviluppare una conoscenza riflessiva, autonoma e critica intorno a temi centrali nella contemporaneità (in particolare: genere, corpo, violenza, migrazioni). Questa parte sarà la base per c) sollecitare una modalità partecipativa alla comprensione dei processi sociali indagati, che nello specifico saranno legati al tema del confine – inteso come quel punto dove due o più culture, generi, corpi, classi sociali, appartenenze si costeggiano (Gloria Anzaldùa, Terra di confine/La frontera).
Il confine – luogo di avversità e violazioni e, insieme, prospettiva per costruire nuove alleanze, comunanze e appartenenze – indica, in senso stretto, una zona geografica di frontiera, quanto quell’insieme di processi sociali e politici che interrogano la costruzione della marginalità e del corpo violabile e discriminato. Per tali ragioni, il confine interpella, anche, la possibilità di pensare ad alleanze e a processi che impegnano le generazioni, istituzioni formative e educative, società civile nel ripensare nuovi modi di appartenere nel mondo contemporaneo.
Esempi etnografici andranno a favorire la riflessione e la partecipazione attiva intorno a questi temi; il metodo e comparativo dell’antropologia daranno agli/alle studenti occasione per sviluppare un’analisi autonoma, riflessiva, anti-etnocentrica.
nessun prerequisito
1) King Charles (2020). La riscoperta dell’umanità. Come un gruppo di antropologi ribelli reinventò le idee di razza, sesso e genere nel XX secolo. Einaudi.
2) Due testi a scelta fra questo elenco
• Agier, Michel (2020). Lo straniero che viene. Ripensare l’ospitalità. Raffaello Cortina. Milano.
• Alunni, Lorenzo (2024). Le cicatrici di Ulisse. Corpi e frontiere nel Mediterraneo, Meltemi.
• Anzaldúa, Gloria (2022). Terra di confine/La frontera. Black Coffee
• Bourgois, Philippe e Schonberg, Jeff (2011). Reietti e fuorilegge. Antropologia della violenza nella metropoli americana. DeriveApprodi, Roma.
• De León, Jason (2015). The land of open graves: Living and dying on the migrant trail. University of California Press.
• De León, Jason (2025). Soldiers and kings: Survival and hope in the world of human smuggling. Penguin Group.
• Fassin, Didier (2013). La forza dell’ordine. Antropologia della polizia nelle periferie urbane. La Linea, Bologna.
• Herzfeld, Michael (2021) Sfrattati dall’eternità. La ristrutturazione neoliberista a Roma. Meltemi
• Holmes, Seth M., (2023). Frutta fresca, corpi spezzati. Braccianti migranti negli Stati Uniti d’America. Meltemi.
• Khosravi, Shahram (2019). Io sono confine. Eléuthera.
• Omizzolo, Marco (2022). Per motivi di giustizia. People.
• Ong Aihwa (2005). Da rifugiati a cittadini. Pratiche di governo nella nuova America. Raffaello Cortina, Milano.
• Van Aken, Mauro (2020). Campati per aria. Elèuthera.
• Wacquant, Loic (2016). I reietti della città. Ghetto, periferia, stato. ETS.
Le lezioni frontali saranno supportate da Power Point, dalla lettura e dall’analisi di testi ed esempi etnografici, materiali audio-visivi. Gli strumenti di supporto intendono sollecitare la partecipazione attiva dei/delle partecipanti, i loro dialoghi e discussioni sui temi presi in esame.
La frequenza non è obbligatoria.
Si consiglia tuttavia la partecipazione al corso per una maggiore comprensione del dibattito disciplinare, della bibliografia e per una partecipazione attiva alle discussioni in aula.
La valutazione finale del corso sarà costituita da una prova orale di circa 15/20 minuti, dove si terrà conto 1) della capacità degli/delle di rispondere a domande sul materiale bibliografico; 2) della capacità di riflettere e interpretare i concetti e le prospettive teoriche o di ricerca illustrate; 3) dell’esposizione di elaborazioni autonome, delle connessioni fra concetti e dell’applicazione dei materiali studiati a differenti contesti.
Ambito disciplinare: Discipline demoetnoantropologiche
L'insegnamento fornisce una solida conoscenza generale dei principali concetti, delle prospettive teoriche e degli strumenti metodologici dell'Antropologia Culturale. Attraverso i linguaggi, le teorie e i metodi antropologici studenti e studentesse possono acquisire strumenti di conoscenza per leggere differenze e somiglianze fra diversi contesti socioculturali e sviluppare un pensiero critico e autonomo per esplorare i processi sociali legati al mondo contemporaneo, riferiti in particolare a situazioni di vulnerabilità, disuguaglianza e discriminazione.
Al termine del corso di Antropologia Sociale e Culturale le/gli studenti
In termini di conoscenza e capacità di comprensione:
- conoscono le principali linee teoriche e i concetti fondamentali dell’antropologia in relazione ai dibattiti contemporanei legati alla costruzione delle differenze e delle somiglianze culturali;
- conoscono i principali dibattiti e i contesti in cui si sono sviluppati intorno a nodi concettuali quali cultura, potere, appartenenza, genere, generazioni, corpo, soggetto, confini;
- conoscono l’attitudine metodologica dell’antropologia
In termini di capacità di applicare conoscenza e comprensione:
- sviluppano buone capacità di applicare le conoscenze teoriche e i concetti per leggere i contesti contemporanei attraversati da diseguaglianze e marginalità;
- sviluppano capacità di applicare la metodologia antropologica per osservare ed entrare in relazione con contesti sociali, territoriali e educativi, in particolare dove si registrano situazioni di marginalità e vulnerabilità sociale.
In termini di autonomia di giudizio:
- applicano l’analisi critica, riflessiva e processuale dell’antropologia intorno a concetti quali potere, cultura, appartenenza, genere, generazioni, corpo, soggetto, confini
- problematizzano e ragionano in autonomia sui processi legati a migrazioni, genere, generazioni, corpo, marginalità e vulnerabilità.
In termini di abilità comunicative:
- padroneggiano il linguaggio antropologico e sanno adattarlo a contesti sociali e formativi;
- utilizzano la metodologia etnografica per osservare le relazioni sociali e formative.
In termini di capacità di apprendimento:
- si orientano con la prospettiva relativista e anti-etnocentrica dell’antropologia;
- comprendono e sanno cogliere differenti punti di vista relativizzando i propri assunti nella pratica professionale;
- comprendono le sfide sociali e educative nei contesti di marginalità e vulnerabilità promuovendo uno sguardo etico e relativista;
- sanno leggere e analizzare le differenze socioculturali e le situazioni di marginalità come processi sociali.
Le domande intendono indagare dapprima le conoscenze degli assunti antropologici.
Cosa si intende con il concetto di cultura in antropologia e quale riflessione consideriamo valida nella contemporaneità? Cosa si intende con metodologia etnografica? Cosa significa che il relativismo culturale e la critica all'etnocentrismo sono centrali per la costruzione della conoscenza antropologica? Quali sono le principali critiche al concetto di etnia?
Una seconda tipologia di domande si rivolge ai principali passaggi storici della disciplina che hanno condotto verso il pensiero contemporaneo. In quale contesto si sviluppa il particolarismo storico? Quale è stato il principale contributo di Margaret Mead negli studi sui processi di crescita? Cosa si intende in antropologia con critica all’evoluzionismo? Perché è fondamentale conoscere la fase della decolonizzazione? Cosa significa discutere delle eredità del colonialismo? Cosa intendiamo con politiche della rappresentazione?
Una terza sessione di domande concerne i testi a scelta, prevalentemente etnografici e di ricerca attraverso cui studenti/studentesse possono riscontrare l’applicazione dei concetti antropologici.
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