Architettura - Progettazione architettonica
Cod 198301
- Laurea magistrale
- 2 anni
- 120 CFU
- LM-4 R
Codice: 21010269
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
Critica dell’Urbano prende le mosse da rotturaforma, una proposizione ambigua e provocatoria. rotturaforma è la lente per osservare l’urbano. rotturaforma è il sottotitolo del corso Critica dell’Urbano.
Alla assonante e più nota forma urbis severiana, il cui intento era ‘tratteggiare’ sulla pietra la forma della città di Roma a partire degli elementi architettonici che la componevano, rotturaforma contrappone l’azione destabilizzante della rottura.
Che sia la rottura a plasmare il paesaggio urbano può suonare controverso. Eppure, il territorio abitato ha spesso le sembianze del frammento. La rottura, la frattura e ciò che è deformato e difficilmente riconoscibile, è l’epitome della condizione urbana. Ma qui, con rottura, ancor prima del frammento e di ciò che rompe l’idea di figura urbana, ci si riferisce alle parti del territorio ‘rotte’ a ragione di un collasso.
Nel territorio urbanizzato la rottura è discontinuità. È perturbazione che, in quanto a-funzionale allo sviluppo corrente, offre prospettive eccentriche. È un dispositivo euristico (Graham, 2011) in grado di produrre uno scarto sul piano della conoscenza oltre che dell’esperienza. È un "luogo trasformativo" che apre a nuove possibilità di essere e abitare. È spazio entro il quale è inscrivibile un cambio di paradigma. È spesso marginale e, se non è marginale, genera marginalità. È urbana perché non può essere altrimenti. È rivelatrice del groviglio di relazioni locali e planetarie. La rottura è una lente attraverso la quale reinterpretare il territorio abitato.
L’approccio di rotturaforma non è ‘problem-solving’. Al contrario, la posizione è apprendere da ciò che comunemente è identificato come ‘problema’. La rottura è interpretata come condizione inversamente problematica perché rivelatrice della struttura ma anche delle contraddizioni e fragilità della condizione urbana presente. Rivelando i complessi imponenti, spesso invisibili, delle infrastrutture urbane contemporanee che trasportano energia, comunicazione, trasporto e acqua, la rottura smaschera anche il controllo sociale della natura operato attraverso la tecnologia. Improvvisamente, l'acqua che straripa ci inonda, ci proteggiamo dal freddo perché l’impianto di riscaldamento è fuori uso, ricorriamo al fuoco perché l'elettricità è interrotta, e così via. La perturbazione accelera il cambiamento a cui i dati e le previsioni sul riscaldamento globale dovrebbero condurci. Per quanto inquietante, la rottura pare la più vicina opportunità per conoscere dall’interno ciò che troviamo generalmente legato a un apparato tecnologico imperscrutabile e scontato. Come finestra sui circuiti che stanno alla base delle nostre vite moderne e del nostro rapporto con la natura, la rottura è decisamente politica. Ci spinge all'azione e a cercare una nuova corrispondenza con il mondo.
Oggetto di rotturaforma sono le rotture della geografia dell’urbano romano. Quelle rotture che hanno a che vedere con l’infrastruttura, incluse le infrastrutture ambientali quali suolo e acqua. Incluse sono anche le rotture esito del cambiamento climatico.
L’ambito di rotturaforma è NO-CITY (www.no-city.org), ovvero la condizione urbana diffusa. La rottura è ubiqua e si manifesta in qualsiasi gradiente urbano, dal centro, alla periferia, alla dispersione, ai frammenti della geografia dell’urbano romano.
Comprovata capacità di leggere e interpretare i processi di trasformazione spaziale.
Conoscenza dei sistemi informativi geografici e dei software di progettazione quali AutoCAD e Illustrator.
Agamben, G. (2020) Gaia e Ctonia. Una Voce. Macerata: Quodlibet.
https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-gaia-e-ctonia
Armiero, M. (2021) L’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale. Torino: Einaudi.
Demitry, Francesco (2022) Resistere alla barbarie. Gaia secondo Isabelle Stengers.
https://operavivamagazine.org/resistere-alla-barbarie/
DeSilvey, C. (2022) A Tale of Two Slates: On Collapse and Complicity. In: Grossman, V., Miguel, C., Everyday Matters. Berlin: Ruby Press. pp- 143-155.
Diamond, Jared (2014) Collasso. Torino: Einaudi. pp. 1-11.
Forty, Adrian (2019). Structural failure: accidents waiting to happen. The Architectural Review, 1458, pp. 96-97.
Latour, B., Sunda, M. (2018) The dreamworlds of modernity are in ruins. TOO MUCH, 8, pp. 94-99.
Ghelfi, A. and Papadopoulos D. (2022) Ecological Transition: What It Is and How to Do It. Community Technoscience and Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 13-38
Graham, Stephen (2011) Disruptions. In: Gandy, Matthew (ed.) Urban Constellations. Berlin: Jovis. pp. 65-70.
Ingold, Tim (2017) What if the city were an ocean, and its building ships? In: Bradley, Sean V. (Ed.) The Evergreen: A New Season in the North. Edimburg: The World Bank.
Pellizzoni, Luigi (2022) Handle with Care Transition, Translocalism and Experimentalism for a Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 39-48.
Sohn-Rethel, A. (2015) [1926] La filosofia del rotto. Buchi Neri. https://buchineri.org/2015/04/14/la-filosofia-del-rotto/
Stengers, Isabelle (2021) Nel tempo delle catastrofi. Resistere alla barbarie a venire. Torino: Rosenberg & Sellier. pp. 66-72.
von Redecker, Eva (2023) ‘Repair and revolution’. Interviewed by Alex Nehmer and Markus Krieger, The Great Repair. A catalog of practices, ARCH+, pp. 198-207
Ballard, James Graham (1962) The Drowned World. New York: Berkley Books.
Graham, S., Thrift, N. (2007) Out of Order. Understanding Repair and Maintenance. Theory Culture & Society, 24(3): 1–25.
Graham, Stephen (2009) Disrupted Cities: When Infrastructure Fails. Routledge, p. 208.
Graham, Stephen (2011) Disruptions. In: Gandy, Matthew [ed.] Urban Constallations. Berlin: Jovis, pp. 65-70.
Haraway, Donna (1988) Situated Knowledges: The Science Question in Feminism and the Privilege of Partial Perspective. Feminist Studies, 14, 3, pp. 575-599.
Illich I. 2009. Tools for Conviviality. London: Marion Boyars.
Ingold, Tim (2013) Making: Anthropology, archaeology, art and architecture. London: Routledge, p. 162.
Sohn-Rethel, A. (2015) [1926] La filosofia del rotto. Buchi Neri. https://buchineri.org/2015/04/14/la-filosofia-del-rotto/
Il corso si struttura in 2 momenti più 1.
1. LETTURA
Un primo momento è dedicato a familiarizzare con la rottura. Una serie di lezioni frontali sarà dedicata alla rottura, un’altra a rotture celebri del contesto romano e non solo. Un altro gruppo di lezioni riguarderà i metodi di lettura e ricerca.
Organizzati/e in gruppi, le/i partecipanti sceglieranno una rottura sulla base della sua ridondanza nel paesaggio urbano osservato. La rottura selezionata sarà ridisegnata, dando conto del collasso (evento) e degli agenti che l’hanno generata (forze), delle ricadute sul territorio (esiti), delle interdipendenze che sottende e/o sottendeva, delle pratiche umane e non umane che essa supporta. Ogni rottura verrà ricondotta nella geografia locale, regionale, sovraregionale e planetaria a seconda delle relazioni che la rottura o il territorio ‘rotto’ intrattiene o intratteneva prima del collasso.
2. INTERMEZZO
Un momento intermedio del corso prevede di abitare la rottura secondo un tempo anche molto breve ma che implica lo stare. Abitare lascia dei segni (Illich, 1972) e implica delle azioni, anche totalmente effimere. L’atto di abitare sarà documentato dai/dalle partecipanti in forma libera.
3. MODIFICAZIONE
Un secondo momento è dedicato alla modificazione, ovvero alla relazione che si intende sviluppare con la rottura: abitare, riparare, simulare, indurre, amplificare. Una serie di lezioni frontali ne daranno conto. Alcuni/e ricercatori/ricercatrici saranno invitati/e a condividere i propri temi di ricerca che, da prospettive differenti, daranno conto della complessità dell’urbano e di alcuni modi di occuparsene.
Ogni rottura osservata in precedenza sarà oggetto di un progetto di modificazione elaborato in relazione all’ambito territoriale di riferimento. Ciascun gruppo è invitato a riflettere e elaborare percorsi di valorizzazione della rottura, attraverso l’abitare o la riparazione critica, o ancora ipotetiche estensioni e/o replicazioni per amplificazione, induzione e simulazione.
Le reinterpretazioni, anche minute, delle diverse rotture oggetto di modificazione comporranno un paesaggio eterogeneo di rotture, luoghi entro i quali conoscere ed esperire il cambiamento rispetto al continuo e all’ordinario.
Durante tutto il corso si terranno dei seminari sulla base delle letture selezionate e condivise con i/le partecipanti a inizio corso. A partire dalle letture svolte e incrociando le questioni attraversate durante l’esercitazione, a ciascun/a partecipante verrà chiesto di produrre un brevissimo saggio (500 parole).
Il corso si svolge in presenza con obbligo di frequenza come da regolamento del corso di laurea e prevede alcuni momenti di studio sul campo.
La valutazione viene effettuata sulla base dei risultati dell’esercitazione oltre che della partecipazione attiva alle attività seminariali che si terranno regolarmente in aula. Durante l'esame saranno considerati capacità di argomentazione e coerenza dei prodotti dell’esercitazione, anche in considerazione delle lezioni frontali e delle letture proposte e discusse durante il corso. La valutazione terrà conto anche della qualità argomentativa del saggio individuale.
Ambito disciplinare: Discipline della progettazione urbanistica e della pianificazione territoriale
Il corso fornisce le competenze per collocare il progetto dello spazio urbano e territoriale nel complesso delle interdipendenze che interessano gli insediamenti e per cogliere il suo apporto alle relazioni socio-ecologiche a diverse scale.
Per questo insegnamento non sono pubblicate informazioni aggiuntive. Materiale didattico e documenti si trovano sulla piattaforma del corso.
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