Educatore di nido e dei servizi per l'infanzia
Cod 198326
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-19 R
Codice: 22910180
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027. L’insegnamento è diviso in canali: ogni canale ha il suo programma.
PROGRAMMA DELL’INSEGNAMENTO
Apprendere a vivere: la complessità dell’insegnamento secondo Edgar Morin
Il corso si divide in due parti: una prima parte generale dedicata ad una ricognizione di temi della sociologia dell’educazione con riferimento alla costruzione d’identità sociale, dalla modernità all’era globalizzata, senza trascurare i processi culturali convergenti e connessi. In primo piano, i processi di socializzazione primaria, secondaria e tra pari, con particolare riferimento all’evoluzione del pensiero sociologico applicato all’educazione e ai modelli culturali e comunicativi più diffusi.
La seconda parte è dedicata alla riflessione di Edgar Morin sulla “testa ben fatta”, incentrata sulla riforma dell’insegnamento e del pensiero: nel suo celebre saggio, Morin invitava insegnanti, studenti e società civile a riflettere sull’attuale stato dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca. Sono in gioco i nuovi problemi posti dalla convivenza umana digitale e da un’interdipendenza planetaria irreversibile fra le economie, le politiche, le religioni, le conoscenze di tutte le società umane. Per rendere queste sfide affrontabili, è indispensabile una riforma dell’insegnamento che contemperi innovazione, tradizione e complessità.
Il corso analizza le elaborazioni di alcuni importanti sociologi dell’educazione e, in particolare, le riflessioni di Morin in relazione sulla gestione e sull’innovazione dei processi educativi, con particolare attenzione per il ruolo degli studenti e dei docenti, al fine di studiare l’evoluzione dell’identità individuale, delle relazioni sociali e della cultura inclusiva. Una riforma dell’insegnamento e una riforma dell’educazione esigono una effettiva riorganizzazione dei saperi, sempre più specialistici e frazionati, non sempre in grado di affrontare problemi che richiedono approcci multidisciplinari e spingono sovente all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. È in questa prospettiva che Morin poneva alla base della riforma scolastica auspicata quel tipo di pensiero la cui elaborazione lo ha reso famoso in tutto il mondo: il pensiero complesso.
Temi delle lezioni
Unità 1 - Cultura
Che cos’è la cultura? Il contributo dei sociologi classici allo studio della cultura. Il dibattito contemporaneo e le sfide future.
Unità 2 - Educazione
La rilevanza sociologica della questione educativa. Tra cultura familiare e cultura scolastica. Educazione-cultura-società. Le sfide sociologiche per un’educazione equa e inclusiva.
Unità 3 – Religione
Religione e secolarizzazione. La sociologia della religione: i classici e il dibattito contemporaneo. Le sfide attuali e future.
Unità 4 - Famiglie
Osservare le trasformazioni delle famiglie. Relazioni e condizioni di vita: il dibattito contemporaneo sulle famiglie.
Unità 5 - Generazioni
Il concetto di generazione. I fondamenti della prospettiva sociologica. Il conflitto tra le generazioni.
Unità 6 - Gioco
Il gioco nei processi culturali ed educativi. Il contributo dei classici. Tra game theory e mediatizzazione dell’esperienza (video)ludica. Culture della simulazione e ludicizzazione della cultura.
Unità 7 – Contesti di apprendimento
Dal funzionalismo all’interdipendenza policentrica. Dall’ibridazione dei contesti di apprendimento al continuum dell’educazione. Sfide attuali e future
Unità 8 – Post-modernità
Morin e la “testa ben fatta”: riforma dell’insegnamento e pensiero complesso.
Conoscenza di base della sociologia generale e della sociologia dei processi culturali, di cui si forniranno di volta in volta in aula le nozioni fondamentali.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI (frequentanti e non)
Testi adottati
Andrea Casavecchia, Maurizio Merico (a cura di), Sociologia dei processi culturali e dell’educazione, Roma, Armando Editore, 2025.
Edgar Morin, La testa ben fatta: riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Milano, Raffaello Cortina Editore (qualunque edizione).
Per chi deve integrare con ulteriori 2 o 3 CFU:
Elena Besozzi, Educazione e società, nuova edizione, Roma, Carocci, 2025.
Per chi deve integrare con 4 CFU:
Maddalena Colombo (a cura di), E come educazione. Autori e parole chiave della sociologia, Napoli, Liguori, 2007 (le unità tematiche sopra elencate, dalla n. 1 alla n. 4)
Bibliografia di riferimento
Per la parte generale:
Elena Besozzi (2017), Società, cultura, educazione. Teorie, contesti e processi, Roma, Carocci.
Per la parte monografica:
Maddalena Colombo, Giulia Innocenti Malini (a cura di), Infanzia e linguaggi teatrali. Ricerca e prospettive di cura in città, Milano, FrancoAngeli, 2017.
Bibliografia di riferimento
Per la parte generale:
Elena Besozzi (2017), Società, cultura, educazione. Teorie, contesti e processi, Roma, Carocci.
Per la parte monografica:
Maddalena Colombo, Giulia Innocenti Malini (a cura di), Infanzia e linguaggi teatrali. Ricerca e prospettive di cura in città, Milano, FrancoAngeli, 2017.
In-class lessons, with seminars for in-depth analysis
Libera, ma consigliata
La prova scritta si compone di tre domande a risposta aperta, sugli argomenti oggetto del programma (per 9 cfu); due domande a risposta libera (per 2 e 3 cfu); tre domande a risposta libera (per 4 cfu). Le domande della prova mirano a valutare l’approfondimento dei materiali didattici proposti e dei percorsi condivisi di lettura, ma anche la partecipazione alle lezioni e la presentazione di riflessioni sulle proprie esperienze in ambito educativo e sociale e sul ruolo che l’informazione oggi riveste in ambito educativo.
Il corso si divide in due parti: una prima parte generale dedicata ad una ricognizione di temi della sociologia dell’educazione con riferimento alla costruzione d’identità sociale in ambito multiculturale, ai processi di socializzazione primaria, secondaria e tra pari e alle disuguaglianze in ambito educativo e migratorio ; una seconda parte monografica, dedicata all’approfondimento delle dinamiche migratorie internazionali e del loro impatto sui processi educativi formali e informali in un’ottica comparativa.
Temi di rilevanza in quest’ambito sono, tra gli altri, le seconde generazioni d’immigrati, la discriminazione in ambito educativo e lavorativo, le competenze interculturali, il ruolo delle reti transnazionali e delle diaspore di migranti come agenti educativi e di sviluppo, il dialogo intergenerazionale e la ricaduta delle dinamiche formative/ lavorative sui processi d’emigrazione. L’importanza della memoria storica e della trasmissione del sapere sulle migrazioni attraverso l’educazione alla diversità facilitano il contrasto alla problematizzazione e consentono così di avviare prassi di cittadinanza e naturalizzazione adeguate alla nuova realtà multietnica e alle identità ibride dei migranti transnazionali. A questo fine, verranno proposti in una prospettiva comparativa dei casi studio derivati da ricerche empiriche sulle seconde generazioni d’immigrati, sul legame tra memoria e migrazioni in un’ottica transnazionale, sulle migrazioni femminili dall’Africa subsahariana verso l’Europa e sull’analisi di vecchi e nuovi flussi d’emigrazione dall’Italia.
Temi delle lezioni
Unità1
Presentazione del corso e del tema “Società ed educazione”
Unità 2
Società ed educazione: un quadro teorico ed interpretativo
Unità3
Società ed educazione: i modelli di socializzazione
Unità 4
L’identità nella società multiculturale
Unità 5
Socializzazione, disuguaglianze e migrazioni
Unità 6
Le migrazioni internazionali: un quadro teorico ed empirico
Unità 7
Memoria e migrazioni: le reti migratorie transnazionali e l’educazione alla diversità
Unità 8
Interculturalità, discriminazioni e processi educativi: le seconde generazioni
Unità 9
Migrazioni femminili dall’Africa subsahariana: genere e percorsi partecipativi
Unità 10
“Perché se ne vanno?”: le emigrazioni italiane
Unità 11
Percorso etnografico e conclusioni del corso
Non sono richieste specifiche conoscenze pregresse.
Riferimenti bibliografici (frequentanti e non)
Diversi materiali didattici saranno suggeriti dal docente durante il corso insieme a letture ad hoc. Altri sono disponibili online.
Parte generale:
Besozzi, E. (2017), Società, cultura, educazione. Teorie, contesti e processi, Roma: Carocci.
Parte monografica:
Koser, K. (2009), Le migrazioni internazionali, Bologna: Il Mulino (Edizione originale: International Migration: A Very Short Introduction, Oxford: Oxford University Press, 2007)
Oltre ad un testo a scelta tra:
Gehnyei, A. M. (2023), Il corpo nero, Roma: Fandango Libri.
Lapov, Z., Campani, G. (2017), Donne africane oltre le frontiere. Percorsi partecipativi in prospettiva di genere, Firenze: Nerbini.
Pugliese, E. (2018), Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana, Bologna: Il Mulino.
Ruspini, P. (2024), Memoria e migrazioni. Percorsi di ricerca tra Svizzera e Italia in prospettiva transnazionale, Milano: Mimesis.
Letture consigliate
Bourdieu, P. (2015), Forme di capitale, A cura di Marco Santoro, Roma: Armando.
Colombo, M. (2026), Sociologia e politiche dell’educazione. Le promesse dei sistemi educativi alla prova del cambiamento, Milano: Vita e Pensiero.
Wihtol de Wenden, C. (2015), Il diritto di migrare, Roma: Ediesse (Edizione originale: Le droit d’émigrer, Paris: CNRS Éditions).
Il corso si propone di sollecitare curiosità e interesse sui processi educativi, i fenomeni migratori, la diversità culturale e la loro gestione attraverso un percorso di auto-riflessione e discussione sulla base di materiali bibliografici, audiovisivi, resoconti di testimoni e tempo permettendo, una breve visita etnografica da effettuarsi durante lo svolgimento delle lezioni. I partecipanti saranno invitati a presentare le loro esperienze e riflessioni così da affinare le proprie posizioni sui processi educativi, sulla percezione e realtà delle migrazioni contemporanee, sul ruolo e le prassi delle politiche d’inclusione, formative nonché degli attori coinvolti nella loro implementazione.
Libera ma fortemente consigliata
Prova scritta finale con tre domande aperte da elaborare sinteticamente in un paio d'ore sulla parte generale e monografica del corso. Le domande della prova mirano a valutare l’approfondimento dei materiali didattici proposti e delle letture consigliate ma anche la partecipazione alle lezioni e la presentazione di riflessioni sulle proprie esperienze in ambito educativo e in materia di migrazioni e diversità culturale inclusa l'eventuale partecipazione alla visita etnografica prevista a fine corso.
Ambito disciplinare: Discipline filosofiche, psicologiche, sociologiche e antropologiche
L’insegnamento di Sociologia dell’educazione intende fornire agli studenti i concetti fondamentali connessi ai tradizionali e nuovi paradigmi formativi socio-identitari, il quadro teorico di riferimento e le interconnessioni con le altre dimensioni del sociale e i nuovi agenti di socializzazione informali: il gruppo dei pari e le nuove realtà comunicativo-digitali. Quest’ultimi costituiscono una sorta di “sfera intermedia”, lungo l’asse del processo adattivo all’ambiente, intervenendo, con la loro azione, non formale, a dare organizzazione e coerenza agli schemi di oggettivazione dell’esperienza.
Risultati di apprendimento attesi in coerenza con i “Descrittori di Dublino” indicati nei quadri della Scheda SUA (QUADRI A.4.b.1 – A4.c).
Con lo studio dell’insegnamento lo studente sarà in grado di conseguire i seguenti obiettivi formativi:
In termini di conoscenza e capacità di comprensione
- fornire conoscenze di tipo storico, teorico e metodologico relative al passaggio dai modelli educativi basati sul paradigma del controllo, positivisti-funzionalisti, a quello attuale dell’interazione.
In termini di capacità di applicare conoscenza e comprensione
- sviluppare abilità e competenze nell’ambito dell’analisi dei modelli educativi in merito alla configurazione identitaria socio-individuale, allo sviluppo dell’apprendimento e delle varie forme di trasmissione: istituzionale (attraverso le specifiche agenzie, dalla famiglia alla scuola); interagenerazionale (dagli adulti ai giovani) che non necessariamente, soprattutto oggi, è solo di tipo verticale, da una generazione all’altra, bensì può essere anche orizzontale, da una leva giovanile all’altra.
In termini di autonomia di giudizio
- sviluppare la capacità di analisi critica dell’evoluzione e trasformazione dei modelli educativi, in merito soprattutto al passaggio dal modello tradizionale unidirezionale, comulativo, normativo, teleologico a quello attuale più simmetrico, informativo, negoziabile e incline a un “policentrismo formativo”, a una “costruzione condivisa” di sapere e a pensare e praticare l’educazione come relazione sociale.
In termini di abilità comunicative
- saper comunicare le conoscenze acquisite, in termini di idee, problemi, temi e possibili soluzioni, relativi alle strategie educative adeguate all’odierno tessuto socio-culturale e favorire la capacità di saper gestire la molteplicità delle sfide esperienziali e comunicative.
In termini di capacità di apprendimento
- sviluppare le capacità di apprendimento che sono loro necessarie per intraprendere studi successivi, relativi a molte delle discipline sociologiche, pedagogiche e psicologiche che si occupano dei temi della costruzione dell’identità, dei processi formativi e delle relazioni educativo-comunicative, con un alto grado di autonomia.
OBIETTIVI FORMATIVI
L’insegnamento di Sociologia dell’educazione intende fornire agli studenti i concetti fondamentali connessi ai tradizionali e nuovi paradigmi formativi socio-identitari, il quadro teorico di riferimento e le interconnessioni con le altre dimensioni del sociale e i nuovi agenti di socializzazione informali: il gruppo dei pari e le nuove realtà comunicativo-digitali, con particolare riferimento per le pratiche di educazione e informazione negli spazi formativi. L’insegnamento prevede l’analisi del rapporto tra educazione, socializzazione e comunicazione, sulla scorta di quattro percorsi tematici ritagliati all’interno del pensiero sociologico, ponendo a confronto autori classici e contemporanei di diverso orientamento: funzionalismo, conflittualismo, interazionismo simbolico, fenomenologia sociale.
Risultati di apprendimento attesi in coerenza con i “Descrittori di Dublino” indicati nei quadri della Scheda SUA (QUADRI A.4.b.1 – A4.c).
Con lo studio dell’insegnamento lo studente sarà in grado di conseguire i seguenti obiettivi formativi:
In termini di conoscenza e capacità di comprensione
- fornire conoscenze di tipo storico, teorico e metodologico relative al passaggio dai modelli educativi basati sul paradigma del controllo, positivisti-funzionalisti, a quello attuale dell’interazione, con particolare riferimento per le interconnessioni tra formazione e informazione.
In termini di capacità di applicare conoscenza e comprensione
- sviluppare abilità e competenze nell’ambito dell’analisi dei modelli educativi in merito alla configurazione identitaria socio-individuale, allo sviluppo dell’apprendimento e delle varie forme di trasmissione: istituzionale (attraverso le specifiche agenzie, dalla famiglia alla scuola); inter-generazionale (dagli adulti ai giovani) che non necessariamente, soprattutto oggi, è solo di tipo verticale, da una generazione all’altra, bensì può essere anche orizzontale, da una leva giovanile all’altra.
In termini di autonomia di giudizio
- sviluppare la capacità di analisi critica dell’evoluzione e trasformazione dei modelli educativi, in merito soprattutto al passaggio dal modello tradizionale unidirezionale, cumulativo, normativo, teleologico a quello attuale più simmetrico, informativo, negoziabile e incline a un “policentrismo in-formativo”, a una “costruzione condivisa” di sapere e a pensare e praticare l’educazione come relazione sociale.
In termini di abilità comunicative
- saper comunicare le conoscenze acquisite, in termini di idee, problemi, temi e possibili soluzioni, relativi alle strategie educative adeguate all’odierno tessuto socio-culturale e favorire la capacità di saper gestire la molteplicità delle sfide esperienziali, informative e comunicative.
In termini di capacità di apprendimento
- sviluppare le capacità di apprendimento che sono loro necessarie per intraprendere studi successivi, relativi a molti dei saperi sociologici focalizzati sulla costruzione dell’identità, dei processi formativi e delle relazioni educativo-comunicative, con un alto grado di autonomia.
PREREQUISITI
Conoscenza di base della sociologia generale e della sociologia dei processi culturali, di cui si forniranno di volta in volta in aula le nozioni fondamentali.
Durkheim e l'educazione come fatto sociale
Il rapporto tra sociologia e educazione
Il ruolo di Simmel nel panorama della sociologia dell'educazione
Berger e Luckmann: Interiorizzazione e struttura sociale
Identità e sé sociale: parole chiave
Parsons e il funzionalismo in educazione
Istruzione: parole chiave
Morin e la riforma dell'insegnamento
In linea con gli obiettivi del corso, il nesso tra processi educativi e fenomeni migratori è oggetto di riflessione per il percorso didattico e di valutazione conclusiva.
Quesiti rilevanti per il corso e l'esame finale includono ad esempio:
1) Quale dei modelli educativi e sottesi paradigmi sociologici ritiene che sia il più adeguato alle configurazioni dell'attuale società post-moderna?
2) Quale è il ruolo dei processi e degli attori di socializzazione nella formazione dell'identità con particolare riferimento alle seconde generazioni di immigrati?
3) Come cambiano i bisogni di apprendimento alla luce dei mutamenti delle dinamiche migratorie internazionali? E quale è il ruolo delle politiche educative per l'inclusione sociale dei migranti e rifugiati?
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