Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Periodo di erogazione
Secondo semestre
CFU
6 CFU
Lingua
Italiano
SSD
GEO/08

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027. L’insegnamento è diviso in canali: ogni canale ha il suo programma.

Curriculum
Rischi Naturali e Gestione Del Territorio
Anno di corso
2
Periodo
Secondo semestre
Ore
48
CUIN
260001287

Programma

Concetti e metodi
Definizioni di pericolosità, esposizione, vulnerabilità e rischio vulcanico; sviluppo storico e prospettive. Valutazioni deterministiche e probabilistiche; analisi a breve, medio e lungo termine; incertezza epistemica e aleatoria.
Monitoraggio e unrest
Principi dei sistemi di monitoraggio geofisico e geochimico. Integrazione dei segnali e riconoscimento dell'unrest vulcanico. Relazione tra osservazioni, modelli e valutazioni operative.
Scenari ed elicitazione
Scenari eruttivi e scenari di riferimento. Elicitazione del giudizio esperto. Struttura, costruzione e interpretazione degli alberi degli eventi.
Componenti del rischio e mitigazione
Valutazione di vulnerabilità e valore esposto. Evacuazione, resilienza e informazione. Ruolo della Protezione Civile e uso delle valutazioni scientifiche nei processi decisionali.
Pericolosità effusiva ed esplosiva
Pericolosità derivanti da colate di lava, duomi, fontane di lava e attività stromboliana, da flussi piroclastici, depositi di caduta, colonne e nubi di cenere e possibili impatti climatici.
Altre pericolosità
Pericolosità derivanti da lahar, collassi settoriali e tsunami, emissioni di gas e sismicità in aree vulcaniche. Interazioni e cascate di eventi. Approccio integrato e analisi multi-hazard.
La Protezione Civile
Il ruolo della Protezione Civile, con interventi di esperti del DPC e visita guidata alla centrale operativa.
Casi di studio italiani
Definizione della pericolosità e gestione del rischio a Etna, Stromboli, Vesuvio e Campi Flegrei. Confronto tra differenti stili eruttivi, contesti territoriali, sistemi di monitoraggio e strategie di mitigazione.
Attività formative
Analisi guidata di scenari, carte, serie temporali, alberi degli eventi e documenti scientifici o istituzionali, finalizzata a collegare evidenze, incertezze, decisioni e comunicazione del rischio.

Prerequisiti

Sono richieste conoscenze di base di vulcanologia e volcano-tettonica: tipi di magma ed eruzione, principali prodotti e depositi, morfologie e strutture degli edifici vulcanici, modalità di accumulo e risalita del magma, dinamiche eruttive e distribuzione del vulcanismo.
Sono inoltre utili nozioni elementari di statistica e probabilità, la capacità di interpretare grafici, carte e serie temporali e la comprensione di testi scientifici in lingua inglese.

Testi adottati

Testi, articoli scientifici e documenti istituzionali sono indicati dal docente in relazione agli argomenti e ai casi di studio.

Bibliografia di riferimento

diversi testi ed articoli indicati dal docente

Modalità di erogazione

I contenuti sono sviluppati mediante lezioni dedicate ai fondamenti di rischio vulcanico.
Le attività prevedono il coinvolgimento attivo degli studenti nella ricerca delle fonti, nell'analisi dei problemi e nel confronto delle interpretazioni.
Il corso può essere erogato in lingua inglese se richiesto e compatibilmente con l'organizzazione didattica

Modalità di frequenza

La frequenza è obbligatoria. Percentuale minima, modalità di verifica ed eventuali disposizioni per particolari categorie di studenti sono disciplinate dal Regolamento didattico del Corso di Studio, cui si rimanda.

Modalità di valutazione

La valutazione avviene mediante prova orale sui contenuti e sulle applicazioni trattate nel corso.
Il colloquio verifica: correttezza e completezza delle conoscenze; capacità di distinguere pericolosità e rischio; interpretazione di scenari, dati di monitoraggio o alberi degli eventi; integrazione di vulnerabilità ed esposizione; valutazione delle incertezze; appropriatezza del linguaggio e capacità argomentativa.
Nel complesso, la prova deve consentire di verificare conoscenza e comprensione, applicazione a casi reali, autonomia nell'interpretazione, abilità comunicative e capacità di integrare nuove informazioni.

Prove previste

  • Prova orale

Curriculum
Tettonica e Vulcanologia
Anno di corso
2
Periodo
Secondo semestre
Ore
48
CUIN
260001334

Programma

Concetti e metodi
Definizioni di pericolosità, esposizione, vulnerabilità e rischio vulcanico; sviluppo storico e prospettive. Valutazioni deterministiche e probabilistiche; analisi a breve, medio e lungo termine; incertezza epistemica e aleatoria.
Monitoraggio e unrest
Principi dei sistemi di monitoraggio geofisico e geochimico. Integrazione dei segnali e riconoscimento dell'unrest vulcanico. Relazione tra osservazioni, modelli e valutazioni operative.
Scenari ed elicitazione
Scenari eruttivi e scenari di riferimento. Elicitazione del giudizio esperto. Struttura, costruzione e interpretazione degli alberi degli eventi.
Componenti del rischio e mitigazione
Valutazione di vulnerabilità e valore esposto. Evacuazione, resilienza e informazione. Ruolo della Protezione Civile e uso delle valutazioni scientifiche nei processi decisionali.
Pericolosità effusiva ed esplosiva
Pericolosità derivanti da colate di lava, duomi, fontane di lava e attività stromboliana, da flussi piroclastici, depositi di caduta, colonne e nubi di cenere e possibili impatti climatici.
Altre pericolosità
Pericolosità derivanti da lahar, collassi settoriali e tsunami, emissioni di gas e sismicità in aree vulcaniche. Interazioni e cascate di eventi. Approccio integrato e analisi multi-hazard.
La Protezione Civile
Il ruolo della Protezione Civile, con interventi di esperti del DPC e visita guidata alla centrale operativa.
Casi di studio italiani
Definizione della pericolosità e gestione del rischio a Etna, Stromboli, Vesuvio e Campi Flegrei. Confronto tra differenti stili eruttivi, contesti territoriali, sistemi di monitoraggio e strategie di mitigazione.
Attività formative
Analisi guidata di scenari, carte, serie temporali, alberi degli eventi e documenti scientifici o istituzionali, finalizzata a collegare evidenze, incertezze, decisioni e comunicazione del rischio.

Prerequisiti

Sono richieste conoscenze di base di vulcanologia e volcano-tettonica: tipi di magma ed eruzione, principali prodotti e depositi, morfologie e strutture degli edifici vulcanici, modalità di accumulo e risalita del magma, dinamiche eruttive e distribuzione del vulcanismo.
Sono inoltre utili nozioni elementari di statistica e probabilità, la capacità di interpretare grafici, carte e serie temporali e la comprensione di testi scientifici in lingua inglese.

Testi adottati

Testi, articoli scientifici e documenti istituzionali sono indicati dal docente in relazione agli argomenti e ai casi di studio.

Bibliografia di riferimento

diversi testi ed articoli indicati dal docente

Modalità di erogazione

I contenuti sono sviluppati mediante lezioni dedicate ai fondamenti di rischio vulcanico.
Le attività prevedono il coinvolgimento attivo degli studenti nella ricerca delle fonti, nell'analisi dei problemi e nel confronto delle interpretazioni.
Il corso può essere erogato in lingua inglese se richiesto e compatibilmente con l'organizzazione didattica

Modalità di frequenza

La frequenza è obbligatoria. Percentuale minima, modalità di verifica ed eventuali disposizioni per particolari categorie di studenti sono disciplinate dal Regolamento didattico del Corso di Studio, cui si rimanda.

Modalità di valutazione

La valutazione avviene mediante prova orale sui contenuti e sulle applicazioni trattate nel corso.
Il colloquio verifica: correttezza e completezza delle conoscenze; capacità di distinguere pericolosità e rischio; interpretazione di scenari, dati di monitoraggio o alberi degli eventi; integrazione di vulnerabilità ed esposizione; valutazione delle incertezze; appropriatezza del linguaggio e capacità argomentativa.
Nel complesso, la prova deve consentire di verificare conoscenza e comprensione, applicazione a casi reali, autonomia nell'interpretazione, abilità comunicative e capacità di integrare nuove informazioni.

Prove previste

  • Prova orale

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: Attività formative affini o integrative

Il corso fornisce i concetti di base per la valutazione della pericolosità e la mitigazione del rischio in aree vulcaniche.

Risultati di apprendimento attesi — Valerio Acocella

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di distinguere pericolosità e rischio vulcanico, analizzare scenari eruttivi e informazioni di monitoraggio, valutare in modo integrato vulnerabilità ed esposizione e discutere strategie di mitigazione applicate ai principali vulcani attivi italiani.
1. Conoscenza e capacità di comprensione
• definire pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio;
• distinguere approcci deterministici e probabilistici e orizzonti previsionali a breve, medio e lungo termine;
• descrivere sistemi di monitoraggio geofisico e geochimico, unrest, scenari eruttivi, elicitazioni e alberi degli eventi;
• riconoscere le principali pericolosità associate a eruzioni effusive ed esplosive e a fenomeni secondari;
• spiegare il ruolo di Protezione Civile, i concetti di evacuazione, resilienza e informazione nella mitigazione del rischio.
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
• organizzare le informazioni disponibili in uno scenario di pericolosità o in un albero degli eventi semplificato;
• interpretare dati e indicatori di monitoraggio;
• applicare i concetti ai vulcani italiani, tra cui Etna, Stromboli, Vesuvio e Campi Flegrei.
3. Autonomia di giudizio
• confrontare scenari e valutazioni alternative, esplicitando incertezze, ipotesi e limiti;
• valutare criticamente le implicazioni di un'analisi multi-hazard e la coerenza delle misure di mitigazione.
4. Abilità comunicative
• comunicare scenari, incertezze e livelli di rischio con terminologia appropriata a interlocutori scientifici e non specialisti;
• argomentare un'analisi utilizzando carte, schemi, alberi degli eventi e dati di monitoraggio.
5. Capacità di apprendimento
• reperire e valutare criticamente fonti scientifiche e istituzionali su crisi vulcaniche;
• trasferire metodi e criteri acquisiti all'analisi di sistemi vulcanici non trattati nel corso.

Risultati di apprendimento attesi — Valerio Acocella

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di distinguere pericolosità e rischio vulcanico, analizzare scenari eruttivi e informazioni di monitoraggio, valutare in modo integrato vulnerabilità ed esposizione e discutere strategie di mitigazione applicate ai principali vulcani attivi italiani.
1. Conoscenza e capacità di comprensione
• definire pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio;
• distinguere approcci deterministici e probabilistici e orizzonti previsionali a breve, medio e lungo termine;
• descrivere sistemi di monitoraggio geofisico e geochimico, unrest, scenari eruttivi, elicitazioni e alberi degli eventi;
• riconoscere le principali pericolosità associate a eruzioni effusive ed esplosive e a fenomeni secondari;
• spiegare il ruolo di Protezione Civile, i concetti di evacuazione, resilienza e informazione nella mitigazione del rischio.
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
• organizzare le informazioni disponibili in uno scenario di pericolosità o in un albero degli eventi semplificato;
• interpretare dati e indicatori di monitoraggio;
• applicare i concetti ai vulcani italiani, tra cui Etna, Stromboli, Vesuvio e Campi Flegrei.
3. Autonomia di giudizio
• confrontare scenari e valutazioni alternative, esplicitando incertezze, ipotesi e limiti;
• valutare criticamente le implicazioni di un'analisi multi-hazard e la coerenza delle misure di mitigazione.
4. Abilità comunicative
• comunicare scenari, incertezze e livelli di rischio con terminologia appropriata a interlocutori scientifici e non specialisti;
• argomentare un'analisi utilizzando carte, schemi, alberi degli eventi e dati di monitoraggio.
5. Capacità di apprendimento
• reperire e valutare criticamente fonti scientifiche e istituzionali su crisi vulcaniche;
• trasferire metodi e criteri acquisiti all'analisi di sistemi vulcanici non trattati nel corso.

Obiettivi di sostenibilità

  • 3 Salute e benessere
  • 11 Città e comunità sostenibili

Esempi di domande d’esame

Valerio Acocella

• Valuta lo stato di pericolosità di un volcano Italiano e le azioni da intraprendere dai dati di monitoraggio mostrati.
• Distingui pericolosità, esposizione, vulnerabilità, e rischio e mostra come varia il rischio al cambiare di una delle componenti.
• Confronta valutazione deterministica e probabilistica della pericolosità vulcanica, discutendone vantaggi, limiti e campi di applicazione.
• Interpreta una serie temporale semplificata di dati geofisici e geochimici e discuti quali elementi possono indicare una fase di unrest.
• Costruisci o commenta un albero degli eventi semplificato per una crisi vulcanica, esplicitando alternative, probabilità e fonti di incertezza.
• Descrivi la pericolosità associata a colate di lava, flussi piroclastici e ricaduta di cenere e indica possibili misure di mitigazione del rischio relativo.
• Spiega perché collassi settoriali, tsunami, lahar, gas e sismicità richiedono un approccio multi-hazard.

Valerio Acocella

• Valuta lo stato di pericolosità di un volcano Italiano e le azioni da intraprendere dai dati di monitoraggio mostrati.
• Distingui pericolosità, esposizione, vulnerabilità, e rischio e mostra come varia il rischio al cambiare di una delle componenti.
• Confronta valutazione deterministica e probabilistica della pericolosità vulcanica, discutendone vantaggi, limiti e campi di applicazione.
• Interpreta una serie temporale semplificata di dati geofisici e geochimici e discuti quali elementi possono indicare una fase di unrest.
• Costruisci o commenta un albero degli eventi semplificato per una crisi vulcanica, esplicitando alternative, probabilità e fonti di incertezza.
• Descrivi la pericolosità associata a colate di lava, flussi piroclastici e ricaduta di cenere e indica possibili misure di mitigazione del rischio relativo.
• Spiega perché collassi settoriali, tsunami, lahar, gas e sismicità richiedono un approccio multi-hazard.

Il corso in cui è erogato questo insegnamento

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