Scienze e Culture Enogastronomiche
Cod 199061
- Laurea triennale
- 3 anni
- 180 CFU
- L-26 R
Codice: 20410744
Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.
Il corso introduce ai principali problemi filosofici ed estetici sollevati dall’esperienza del cibo e del gusto. Dopo aver esaminato le ragioni della tradizionale marginalizzazione del gusto nella storia dell’estetica, saranno affrontate questioni relative alla percezione multisensoriale, al piacere, alla conoscenza e al giudizio gastronomico. Particolare attenzione sarà dedicata alla possibilità di distinguere tra preferenza soggettiva e valutazione argomentata, al ruolo dell’esperienza e della competenza, nonché ai problemi posti dalla creatività culinaria. Il corso discuterà inoltre se e in quale senso la cucina possa essere considerata un’arte, analizzando nozioni quali opera, ricetta, interpretazione, autorialità, autenticità e tradizione. La riflessione teorica sarà applicata a esempi tratti dalle pratiche culinarie, dalla degustazione, dalla critica gastronomica e dalla valorizzazione del patrimonio enogastronomico.
Non sono richieste conoscenze filosofiche pregresse. I concetti fondamentali dell’estetica e della filosofia del cibo saranno introdotti durante il corso. Sono richieste la lettura attenta dei testi e la disponibilità a discutere criticamente e in forma argomentata le questioni affrontate.
- David Hume, La regola del gusto, in D. Hume, La regola del gusto e altri saggi, a cura di G. Preti, Abscondita, Milano 2006, pp. 11-33.
- Nicola Perullo, La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria, Carocci, Roma, edizione disponibile.
- Carolyn Korsmeyer, Il senso del gusto. Cibo e filosofia, trad. it. di Stefano Marino, Aesthetica, Palermo, 2015 (capitoli selezionati).
- Nicola Perullo (a cura di), Cibo, estetica, arte. Convergenze tra filosofia, semiotica e storia, ETS, Pisa, 2014 (capitoli selezionati)
- David Hume, La regola del gusto, in D. Hume, La regola del gusto e altri saggi, a cura di G. Preti, Abscondita, Milano 2006, pp. 11-33.
- Carolyn Korsmeyer, Il senso del gusto. Cibo e filosofia, trad. it. di Stefano Marino, Aesthetica, Palermo, 2015 (capitoli selezionati).
- Nicola Perullo, La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria, Carocci, Roma, edizione disponibile.
- Nicola Perullo (a cura di), Cibo, estetica, arte. Convergenze tra filosofia, semiotica e storia, ETS, Pisa, 2014 (capitoli selezionati)
Il corso si svolgerà prevalentemente attraverso lezioni frontali, integrate dall’analisi guidata di testi filosofici, dalla discussione collettiva di casi di studio e da brevi esercitazioni. Saranno presi in esame esempi tratti dalle pratiche culinarie e di degustazione, dalla critica gastronomica, dalle ricette e dai dibattiti relativi all’autenticità e alla tradizione. Particolare attenzione sarà dedicata alla capacità di distinguere una preferenza personale da un giudizio argomentato e di applicare i concetti filosofici a esperienze gastronomiche concrete.
La frequenza non è obbligatoria ma è consigliata, in particolare per la natura seminariale di alcune attività e per la discussione dei casi di studio. Gli studenti non frequentanti prepareranno il programma loro specificamente indicato.
La valutazione avverrà mediante un esame orale. Il colloquio sarà volto ad accertare:
la conoscenza dei principali concetti e argomenti affrontati nel corso;
la capacità di ricostruire e confrontare le posizioni degli autori studiati;
la comprensione e l’uso appropriato del lessico filosofico ed estetico;
la capacità di applicare le categorie teoriche all’analisi di casi concreti;
l’autonomia di giudizio e la capacità di sostenere una tesi mediante argomenti pertinenti.
La valutazione terrà conto della correttezza e completezza delle conoscenze, della chiarezza espositiva, della capacità di stabilire collegamenti tra i diversi temi del corso e della qualità dell’argomentazione. Una conoscenza prevalentemente mnemonica dei contenuti, esposta in modo sufficientemente corretto, consentirà di conseguire una valutazione compresa tra 18 e 22/30. La capacità di comprendere e collegare adeguatamente concetti e argomenti condurrà a una valutazione compresa tra 23 e 27/30. La padronanza dei contenuti, accompagnata da autonomia critica, precisione concettuale e capacità di applicazione a casi concreti, consentirà di conseguire una valutazione compresa tra 28 e 30/30 e lode.
Ambito disciplinare: Attività formative affini o integrative
Il corso intende fornire agli studenti un’ampia introduzione critica allo studio del concetto di gusto inteso come poliedrica questione filosofico-culturale che coinvolge non solo una dimensione estetico-teoretica ma anche esistenziale. Oltre a ciò ci si propone di indagare le differenti modalità di comunicazione filosofico-artistiche legate alla dimensione dell’alimentazione in una prospettiva interculturale e comparativa tra Occidente e Oriente.
Al termine del corso, lo studente avrà acquisito:
• una conoscenza di base dei principali problemi dell’estetica del gusto e della filosofia del cibo;
• la capacità di distinguere tra gusto come senso corporeo, gusto come preferenza e gusto come facoltà di giudizio;
• la comprensione del carattere multisensoriale, cognitivo, affettivo e culturalmente situato dell’esperienza gastronomica;
• una conoscenza delle principali posizioni relative alla soggettività o oggettività del giudizio di gusto;
• la capacità di analizzare il ruolo dell’esperienza, dell’educazione e della competenza nella valutazione di cibi e bevande;
• la conoscenza del dibattito sulla cucina come forma d’arte e dei concetti di creatività, autorialità, ricetta, interpretazione e opera culinaria;
• la capacità di applicare strumenti filosofici a questioni relative all’autenticità, alla tradizione e alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico;
• la capacità di formulare e discutere in modo chiaro e argomentato un giudizio relativo a un’esperienza gastronomica.
Le domande potranno riguardare sia la ricostruzione delle posizioni degli autori studiati sia l’applicazione delle categorie teoriche a casi concreti. A titolo esemplificativo:
Quali ragioni hanno determinato la tradizionale marginalizzazione del gusto nella storia dell’estetica?
Qual è la differenza tra una preferenza soggettiva e un giudizio gastronomico argomentato?
In che senso il gusto può essere educato?
Quale ruolo svolgono esperienza e competenza nel giudizio gastronomico?
Quali argomenti possono essere formulati a favore o contro la considerazione della cucina come arte?
In che rapporto stanno ricetta, piatto e interpretazione culinaria?
Che cosa rende autentico un piatto tradizionale?
Un giudizio gastronomico può essere sostenuto mediante ragioni condivisibili?
In che modo il contesto, le aspettative e le conoscenze influenzano l’esperienza gustativa?
I valori estetici di un alimento possono entrare in conflitto con valori etici, ambientali o culturali?
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