Filosofia ed Estetica del Gusto

Codice: 20410744

Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Periodo di erogazione
Secondo semestre
CFU
6 CFU
Lingua
Italiano
SSD
M-FIL/04

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027.

Docente
Lisa Giombini
Curriculum
Curriculum unico
Anno di corso
3
Periodo
Secondo semestre
Ore
48
CUIN
260000746

Programma

Il corso introduce ai principali problemi filosofici ed estetici sollevati dall’esperienza del cibo e del gusto. Dopo aver esaminato le ragioni della tradizionale marginalizzazione del gusto nella storia dell’estetica, saranno affrontate questioni relative alla percezione multisensoriale, al piacere, alla conoscenza e al giudizio gastronomico. Particolare attenzione sarà dedicata alla possibilità di distinguere tra preferenza soggettiva e valutazione argomentata, al ruolo dell’esperienza e della competenza, nonché ai problemi posti dalla creatività culinaria. Il corso discuterà inoltre se e in quale senso la cucina possa essere considerata un’arte, analizzando nozioni quali opera, ricetta, interpretazione, autorialità, autenticità e tradizione. La riflessione teorica sarà applicata a esempi tratti dalle pratiche culinarie, dalla degustazione, dalla critica gastronomica e dalla valorizzazione del patrimonio enogastronomico.

Prerequisiti

Non sono richieste conoscenze filosofiche pregresse. I concetti fondamentali dell’estetica e della filosofia del cibo saranno introdotti durante il corso. Sono richieste la lettura attenta dei testi e la disponibilità a discutere criticamente e in forma argomentata le questioni affrontate.

Testi adottati

- David Hume, La regola del gusto, in D. Hume, La regola del gusto e altri saggi, a cura di G. Preti, Abscondita, Milano 2006, pp. 11-33.
- Nicola Perullo, La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria, Carocci, Roma, edizione disponibile.
- Carolyn Korsmeyer, Il senso del gusto. Cibo e filosofia, trad. it. di Stefano Marino, Aesthetica, Palermo, 2015 (capitoli selezionati).
- Nicola Perullo (a cura di), Cibo, estetica, arte. Convergenze tra filosofia, semiotica e storia, ETS, Pisa, 2014 (capitoli selezionati)

Bibliografia di riferimento

- David Hume, La regola del gusto, in D. Hume, La regola del gusto e altri saggi, a cura di G. Preti, Abscondita, Milano 2006, pp. 11-33.
- Carolyn Korsmeyer, Il senso del gusto. Cibo e filosofia, trad. it. di Stefano Marino, Aesthetica, Palermo, 2015 (capitoli selezionati).
- Nicola Perullo, La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria, Carocci, Roma, edizione disponibile.
- Nicola Perullo (a cura di), Cibo, estetica, arte. Convergenze tra filosofia, semiotica e storia, ETS, Pisa, 2014 (capitoli selezionati)

Modalità di erogazione

Il corso si svolgerà prevalentemente attraverso lezioni frontali, integrate dall’analisi guidata di testi filosofici, dalla discussione collettiva di casi di studio e da brevi esercitazioni. Saranno presi in esame esempi tratti dalle pratiche culinarie e di degustazione, dalla critica gastronomica, dalle ricette e dai dibattiti relativi all’autenticità e alla tradizione. Particolare attenzione sarà dedicata alla capacità di distinguere una preferenza personale da un giudizio argomentato e di applicare i concetti filosofici a esperienze gastronomiche concrete.

Modalità di frequenza

La frequenza non è obbligatoria ma è consigliata, in particolare per la natura seminariale di alcune attività e per la discussione dei casi di studio. Gli studenti non frequentanti prepareranno il programma loro specificamente indicato.

Modalità di valutazione

La valutazione avverrà mediante un esame orale. Il colloquio sarà volto ad accertare:

la conoscenza dei principali concetti e argomenti affrontati nel corso;
la capacità di ricostruire e confrontare le posizioni degli autori studiati;
la comprensione e l’uso appropriato del lessico filosofico ed estetico;
la capacità di applicare le categorie teoriche all’analisi di casi concreti;
l’autonomia di giudizio e la capacità di sostenere una tesi mediante argomenti pertinenti.

La valutazione terrà conto della correttezza e completezza delle conoscenze, della chiarezza espositiva, della capacità di stabilire collegamenti tra i diversi temi del corso e della qualità dell’argomentazione. Una conoscenza prevalentemente mnemonica dei contenuti, esposta in modo sufficientemente corretto, consentirà di conseguire una valutazione compresa tra 18 e 22/30. La capacità di comprendere e collegare adeguatamente concetti e argomenti condurrà a una valutazione compresa tra 23 e 27/30. La padronanza dei contenuti, accompagnata da autonomia critica, precisione concettuale e capacità di applicazione a casi concreti, consentirà di conseguire una valutazione compresa tra 28 e 30/30 e lode.

Prove previste

  • Prova orale

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: Attività formative affini o integrative

Il corso intende fornire agli studenti un’ampia introduzione critica allo studio del concetto di gusto inteso come poliedrica questione filosofico-culturale che coinvolge non solo una dimensione estetico-teoretica ma anche esistenziale. Oltre a ciò ci si propone di indagare le differenti modalità di comunicazione filosofico-artistiche legate alla dimensione dell’alimentazione in una prospettiva interculturale e comparativa tra Occidente e Oriente.

Risultati di apprendimento attesi

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito:
• una conoscenza di base dei principali problemi dell’estetica del gusto e della filosofia del cibo;
• la capacità di distinguere tra gusto come senso corporeo, gusto come preferenza e gusto come facoltà di giudizio;
• la comprensione del carattere multisensoriale, cognitivo, affettivo e culturalmente situato dell’esperienza gastronomica;
• una conoscenza delle principali posizioni relative alla soggettività o oggettività del giudizio di gusto;
• la capacità di analizzare il ruolo dell’esperienza, dell’educazione e della competenza nella valutazione di cibi e bevande;
• la conoscenza del dibattito sulla cucina come forma d’arte e dei concetti di creatività, autorialità, ricetta, interpretazione e opera culinaria;
• la capacità di applicare strumenti filosofici a questioni relative all’autenticità, alla tradizione e alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico;
• la capacità di formulare e discutere in modo chiaro e argomentato un giudizio relativo a un’esperienza gastronomica.

Obiettivi di sostenibilità

  • 3 Salute e benessere
  • 12 Consumo e produzione responsabili
  • 2 Sconfiggere la fame
  • 13 Lotta contro il cambiamento climatico

Esempi di domande d’esame

Le domande potranno riguardare sia la ricostruzione delle posizioni degli autori studiati sia l’applicazione delle categorie teoriche a casi concreti. A titolo esemplificativo:

Quali ragioni hanno determinato la tradizionale marginalizzazione del gusto nella storia dell’estetica?
Qual è la differenza tra una preferenza soggettiva e un giudizio gastronomico argomentato?
In che senso il gusto può essere educato?
Quale ruolo svolgono esperienza e competenza nel giudizio gastronomico?
Quali argomenti possono essere formulati a favore o contro la considerazione della cucina come arte?
In che rapporto stanno ricetta, piatto e interpretazione culinaria?
Che cosa rende autentico un piatto tradizionale?
Un giudizio gastronomico può essere sostenuto mediante ragioni condivisibili?
In che modo il contesto, le aspettative e le conoscenze influenzano l’esperienza gustativa?
I valori estetici di un alimento possono entrare in conflitto con valori etici, ambientali o culturali?

Il corso in cui è erogato questo insegnamento

API