Antropologia Politica dei Corpi e dei Generi

Codice: 21830224

Scheda insegnamento

Anno Accademico di erogazione
2026/2027
Periodo di erogazione
Secondo semestre
CFU
9 CFU
Lingua
Italiano
SSD
SDEA-01/A

Scopri il programma didattico

Programma, testi adottati e modalità d’esame sono quelli pubblicati dai docenti per l’anno accademico 2026/2027. L’insegnamento è diviso in canali: ogni canale ha il suo programma.

Curriculum
Curriculum unico
Anno di corso
1
Periodo
Secondo semestre
Ore
40
CUIN
260012445

Programma

Il corso propone un’introduzione avanzata all’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare attenzione ai modi in cui i corpi vengono prodotti, classificati, rappresentati, disciplinati, curati, protetti e attraversati da rapporti di potere.

A partire da una prospettiva antropologica critica, femminista e di genere, il corso affronterà il corpo non come dato naturale, ma come costruzione storica, sociale, simbolica e politica. Saranno analizzati i processi attraverso cui sesso, genere, sessualità, desiderio, violenza, cura e vulnerabilità vengono incorporati, regolati e resi intelligibili all’interno di specifici contesti sociali, morali, giuridici e istituzionali.

Il percorso didattico seguirà una doppia articolazione: da un lato, la ricostruzione di alcune genealogie dell’antropologia di genere e femminista; dall’altro, l’analisi di casi etnografici e questioni contemporanee riguardanti corpi, soggettività, norme, dispositivi di protezione, pratiche di cura e forme di riconoscimento.

Durante il corso potranno essere letti e discussi articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati tra i materiali didattici, dedicati a temi quali cura, infanzia, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Programma del corso

Il corso sarà articolato in sei nuclei tematici.

1. Antropologia del corpo, genere e globalizzazione

La prima parte del corso introdurrà il corpo come oggetto centrale dell’analisi antropologica. Saranno discussi i modi in cui i corpi vengono costruiti, modificati, disciplinati e rappresentati nei processi di globalizzazione, con particolare attenzione al genere come categoria analitica.

Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.

2. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista

La seconda parte sarà dedicata alla ricostruzione di alcune linee teoriche dell’antropologia di genere e femminista. Saranno affrontati i rapporti tra sesso, genere, sessualità, cultura e potere, con attenzione alla critica dell’essenzialismo, alla rappresentazione etnografica, all’agency, all’embodiment, alle configurazioni locali del genere e alle politiche della sessualità.

Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.

3. Sesso, genere, sessualità e politiche del desiderio

Questa parte del corso analizzerà la sessualità come campo politico e morale, attraversato da norme, gerarchie, classificazioni e conflitti. Saranno discussi i modi in cui le categorie sessuali e di genere vengono prodotte, tradotte, localizzate e globalizzate.

4. Agency, embodiment e soggettivazione

Il corso affronterà il rapporto tra corpo, soggetto, disciplina e agency, mettendo in discussione le opposizioni semplici tra libertà e subordinazione, resistenza e assoggettamento. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di incorporazione delle norme e alla produzione situata delle soggettività.

5. Cura, vulnerabilità, violenza e protezione

Questa parte discuterà il rapporto tra cura, vulnerabilità, violenza e protezione, con attenzione agli effetti ambivalenti dei dispositivi morali, giuridici, sanitari e umanitari che intervengono sui corpi. Saranno presi in esame i modi in cui la protezione può ridurre alcune forme di violenza, ma anche produrre classificazioni, stigma, silenziamento e nuove forme di controllo.

6. Politiche dei corpi e antropologia pubblica

La parte conclusiva sarà dedicata alle politiche contemporanee dei corpi e alla responsabilità pubblica dell’antropologia. Verranno discussi il ruolo delle parole, delle categorie, delle classificazioni e delle pratiche istituzionali nella produzione delle differenze corporee, sessuali e di genere.

Prerequisiti

Non sono richieste conoscenze specialistiche pregresse. È tuttavia utile una conoscenza dei concetti di base dell’antropologia sociale e culturale, dei principali processi di globalizzazione e dei dibattiti contemporanei su genere, corpo, diritti e disuguaglianze.

Testi adottati

Lila Abu-Lughod, Le donne musulmane hanno bisogno di essere salvate?, (in stampa).
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.

Materiali integrativi

Durante il corso saranno inoltre letti e discussi alcuni articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati su Moodle/Teams. Gli articoli saranno indicati all’inizio del corso e riguarderanno temi quali cura, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.

Gli articoli discussi a lezione potranno costituire materiale per lavori di gruppo, presentazioni seminariali o approfondimenti individuali.

Modalità di erogazione

Il corso si svolgerà attraverso lezioni frontali, discussione guidata dei testi e momenti seminariali dedicati all’analisi di casi etnografici. Durante le lezioni saranno presentati i principali strumenti teorici e metodologici dell’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare attenzione alla lettura critica dei testi in programma.

Compatibilmente con il numero degli studenti e delle studentesse frequentanti, potranno essere organizzati lavori di gruppo, presentazioni brevi o discussioni collettive su articoli e materiali di approfondimento. Eventuali materiali integrativi saranno resi disponibili su Moodle/Teams.

Modalità di frequenza

La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Saranno considerati/e frequentanti gli studenti e le studentesse che avranno seguito almeno l’80% delle lezioni, secondo le modalità di rilevazione che saranno comunicate all’inizio del corso.

Modalità di valutazione

La verifica dell’apprendimento prevede attività in itinere e una prova finale.

Durante il corso saranno svolte in classe prove in itinere sotto forma di test di autovalutazione, finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti principali, dei testi in programma e dei temi affrontati a lezione. Tali prove hanno funzione formativa e di accompagnamento allo studio.

La prova finale consisterà in un test a risposta multipla sui testi d’esame e sugli argomenti trattati durante il corso.

Per gli studenti e le studentesse frequentanti potranno inoltre essere previsti, qualora il numero dei partecipanti lo consenta, lavori di gruppo su temi, testi o casi etnografici discussi durante il corso. Le modalità specifiche saranno comunicate a lezione e pubblicate su Moodle/Teams.

La valutazione terrà conto di:

conoscenza dei testi in programma;
comprensione dei concetti fondamentali dell’antropologia del corpo, del genere e della sessualità;
capacità di collegare tra loro i diversi testi e nuclei tematici del corso;
uso appropriato del lessico disciplinare;
capacità di analisi critica e comparativa;
partecipazione alle attività in itinere, per gli studenti e le studentesse frequentanti.
Criteri di valutazione

Saranno valutati positivamente:

la conoscenza puntuale dei testi;
la capacità di ricostruire le principali genealogie dell’antropologia di genere e femminista;
la capacità di discutere criticamente concetti come corpo, genere, sesso, sessualità, agency, embodiment, vulnerabilità, violenza, cura e potere;
la capacità di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale;
la capacità di mettere in relazione casi etnografici, categorie teoriche e dispositivi istituzionali;
la chiarezza espositiva e l’uso consapevole del lessico antropologico.

Una preparazione puramente mnemonica, non accompagnata dalla capacità di collegare testi, concetti e casi etnografici, sarà considerata insufficiente ai fini di una valutazione alta.

Prove previste

  • Prova scritta

Curriculum
Máster in Estudios Globales
Anno di corso
1
Periodo
Secondo semestre
Ore
40
CUIN
260012586

Programma

Il corso propone un’introduzione avanzata all’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare attenzione ai modi in cui i corpi vengono prodotti, classificati, rappresentati, disciplinati, curati, protetti e attraversati da rapporti di potere.

A partire da una prospettiva antropologica critica, femminista e di genere, il corso affronterà il corpo non come dato naturale, ma come costruzione storica, sociale, simbolica e politica. Saranno analizzati i processi attraverso cui sesso, genere, sessualità, desiderio, violenza, cura e vulnerabilità vengono incorporati, regolati e resi intelligibili all’interno di specifici contesti sociali, morali, giuridici e istituzionali.

Il percorso didattico seguirà una doppia articolazione: da un lato, la ricostruzione di alcune genealogie dell’antropologia di genere e femminista; dall’altro, l’analisi di casi etnografici e questioni contemporanee riguardanti corpi, soggettività, norme, dispositivi di protezione, pratiche di cura e forme di riconoscimento.

Durante il corso potranno essere letti e discussi articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati tra i materiali didattici, dedicati a temi quali cura, infanzia, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Programma del corso

Il corso sarà articolato in sei nuclei tematici.

1. Antropologia del corpo, genere e globalizzazione

La prima parte del corso introdurrà il corpo come oggetto centrale dell’analisi antropologica. Saranno discussi i modi in cui i corpi vengono costruiti, modificati, disciplinati e rappresentati nei processi di globalizzazione, con particolare attenzione al genere come categoria analitica.

Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.

2. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista

La seconda parte sarà dedicata alla ricostruzione di alcune linee teoriche dell’antropologia di genere e femminista. Saranno affrontati i rapporti tra sesso, genere, sessualità, cultura e potere, con attenzione alla critica dell’essenzialismo, alla rappresentazione etnografica, all’agency, all’embodiment, alle configurazioni locali del genere e alle politiche della sessualità.

Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.

3. Sesso, genere, sessualità e politiche del desiderio

Questa parte del corso analizzerà la sessualità come campo politico e morale, attraversato da norme, gerarchie, classificazioni e conflitti. Saranno discussi i modi in cui le categorie sessuali e di genere vengono prodotte, tradotte, localizzate e globalizzate.

4. Agency, embodiment e soggettivazione

Il corso affronterà il rapporto tra corpo, soggetto, disciplina e agency, mettendo in discussione le opposizioni semplici tra libertà e subordinazione, resistenza e assoggettamento. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di incorporazione delle norme e alla produzione situata delle soggettività.

5. Cura, vulnerabilità, violenza e protezione

Questa parte discuterà il rapporto tra cura, vulnerabilità, violenza e protezione, con attenzione agli effetti ambivalenti dei dispositivi morali, giuridici, sanitari e umanitari che intervengono sui corpi. Saranno presi in esame i modi in cui la protezione può ridurre alcune forme di violenza, ma anche produrre classificazioni, stigma, silenziamento e nuove forme di controllo.

6. Politiche dei corpi e antropologia pubblica

La parte conclusiva sarà dedicata alle politiche contemporanee dei corpi e alla responsabilità pubblica dell’antropologia. Verranno discussi il ruolo delle parole, delle categorie, delle classificazioni e delle pratiche istituzionali nella produzione delle differenze corporee, sessuali e di genere.

Prerequisiti

Non sono richieste conoscenze specialistiche pregresse. È tuttavia utile una conoscenza dei concetti di base dell’antropologia sociale e culturale, dei principali processi di globalizzazione e dei dibattiti contemporanei su genere, corpo, diritti e disuguaglianze.

Testi adottati

Lila Abu-Lughod, Le donne musulmane hanno bisogno di essere salvate?, (in stampa).
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.

Materiali integrativi

Durante il corso saranno inoltre letti e discussi alcuni articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati su Moodle/Teams. Gli articoli saranno indicati all’inizio del corso e riguarderanno temi quali cura, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.

Gli articoli discussi a lezione potranno costituire materiale per lavori di gruppo, presentazioni seminariali o approfondimenti individuali.

Modalità di erogazione

Il corso si svolgerà attraverso lezioni frontali, discussione guidata dei testi e momenti seminariali dedicati all’analisi di casi etnografici. Durante le lezioni saranno presentati i principali strumenti teorici e metodologici dell’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare attenzione alla lettura critica dei testi in programma.

Compatibilmente con il numero degli studenti e delle studentesse frequentanti, potranno essere organizzati lavori di gruppo, presentazioni brevi o discussioni collettive su articoli e materiali di approfondimento. Eventuali materiali integrativi saranno resi disponibili su Moodle/Teams.

Modalità di frequenza

La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Saranno considerati/e frequentanti gli studenti e le studentesse che avranno seguito almeno l’80% delle lezioni, secondo le modalità di rilevazione che saranno comunicate all’inizio del corso.

Modalità di valutazione

La verifica dell’apprendimento prevede attività in itinere e una prova finale.

Durante il corso saranno svolte in classe prove in itinere sotto forma di test di autovalutazione, finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti principali, dei testi in programma e dei temi affrontati a lezione. Tali prove hanno funzione formativa e di accompagnamento allo studio.

La prova finale consisterà in un test a risposta multipla sui testi d’esame e sugli argomenti trattati durante il corso.

Per gli studenti e le studentesse frequentanti potranno inoltre essere previsti, qualora il numero dei partecipanti lo consenta, lavori di gruppo su temi, testi o casi etnografici discussi durante il corso. Le modalità specifiche saranno comunicate a lezione e pubblicate su Moodle/Teams.

La valutazione terrà conto di:

conoscenza dei testi in programma;
comprensione dei concetti fondamentali dell’antropologia del corpo, del genere e della sessualità;
capacità di collegare tra loro i diversi testi e nuclei tematici del corso;
uso appropriato del lessico disciplinare;
capacità di analisi critica e comparativa;
partecipazione alle attività in itinere, per gli studenti e le studentesse frequentanti.
Criteri di valutazione

Saranno valutati positivamente:

la conoscenza puntuale dei testi;
la capacità di ricostruire le principali genealogie dell’antropologia di genere e femminista;
la capacità di discutere criticamente concetti come corpo, genere, sesso, sessualità, agency, embodiment, vulnerabilità, violenza, cura e potere;
la capacità di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale;
la capacità di mettere in relazione casi etnografici, categorie teoriche e dispositivi istituzionali;
la chiarezza espositiva e l’uso consapevole del lessico antropologico.

Una preparazione puramente mnemonica, non accompagnata dalla capacità di collegare testi, concetti e casi etnografici, sarà considerata insufficiente ai fini di una valutazione alta.

Prove previste

  • Prova scritta

Esplora gli obiettivi dell’insegnamento

Ambito disciplinare: Formazione storica e geografica

L’insegnamento fornisce strumenti antropologici per analizzare il corpo e i generi come luoghi di costruzione sociale, politica e simbolica. Attraverso un approccio comparativo e interdisciplinare, le studentesse e gli studenti acquisiscono competenze per interpretare dinamiche di potere, processi di soggettivazione, politiche del corpo e forme di regolazione dei generi in diversi contesti culturali. Il corso permette di sviluppare capacità critiche nell’analisi di fenomeni contemporanei quali biopolitiche, diritti sessuali e riproduttivi, rappresentazioni mediali e pratiche corporee, con attenzione alle prospettive femministe e decoloniali.

Risultati di apprendimento attesi — Michela Fusaschi

Conoscenza e capacità di comprensione

Al termine del corso studenti e studentesse avranno acquisito una conoscenza avanzata dei principali concetti dell’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare riferimento a corpo, sesso, genere, sessualità, agency, embodiment, cura, vulnerabilità, violenza, soggettivazione e potere. Avranno inoltre compreso le principali genealogie dell’antropologia di genere e femminista.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Studenti e studentesse saranno in grado di utilizzare strumenti antropologici per analizzare pratiche corporee, relazioni di genere, configurazioni della sessualità, dispositivi di cura e protezione, forme di violenza e processi di soggettivazione. Sapranno leggere testi teorici ed etnografici, individuandone contesto, metodo, tesi principali e implicazioni critiche.

Autonomia di giudizio

Studenti e studentesse svilupperanno la capacità di interrogare criticamente categorie apparentemente evidenti come natura, corpo, sesso, genere, normalità, vulnerabilità, protezione, violenza e diritti. Saranno in grado di analizzare gli effetti sociali e politici delle classificazioni e dei dispositivi che intervengono sui corpi.

Abilità comunicative

Studenti e studentesse saranno in grado di esporre in modo chiaro e argomentato i temi affrontati durante il corso, utilizzando un lessico antropologico appropriato. Sapranno discutere testi, casi etnografici e concetti teorici, mettendo in relazione i diversi materiali del programma.

Capacità di apprendimento

Studenti e studentesse avranno acquisito strumenti utili per proseguire autonomamente lo studio dell’antropologia del corpo, del genere e della sessualità. Saranno in grado di leggere criticamente testi antropologici avanzati e di applicare prospettive comparative all’analisi di fenomeni sociali contemporanei.

Risultati di apprendimento attesi — Michela Fusaschi

Conoscenza e capacità di comprensione

Al termine del corso studenti e studentesse avranno acquisito una conoscenza avanzata dei principali concetti dell’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare riferimento a corpo, sesso, genere, sessualità, agency, embodiment, cura, vulnerabilità, violenza, soggettivazione e potere. Avranno inoltre compreso le principali genealogie dell’antropologia di genere e femminista.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Studenti e studentesse saranno in grado di utilizzare strumenti antropologici per analizzare pratiche corporee, relazioni di genere, configurazioni della sessualità, dispositivi di cura e protezione, forme di violenza e processi di soggettivazione. Sapranno leggere testi teorici ed etnografici, individuandone contesto, metodo, tesi principali e implicazioni critiche.

Autonomia di giudizio

Studenti e studentesse svilupperanno la capacità di interrogare criticamente categorie apparentemente evidenti come natura, corpo, sesso, genere, normalità, vulnerabilità, protezione, violenza e diritti. Saranno in grado di analizzare gli effetti sociali e politici delle classificazioni e dei dispositivi che intervengono sui corpi.

Abilità comunicative

Studenti e studentesse saranno in grado di esporre in modo chiaro e argomentato i temi affrontati durante il corso, utilizzando un lessico antropologico appropriato. Sapranno discutere testi, casi etnografici e concetti teorici, mettendo in relazione i diversi materiali del programma.

Capacità di apprendimento

Studenti e studentesse avranno acquisito strumenti utili per proseguire autonomamente lo studio dell’antropologia del corpo, del genere e della sessualità. Saranno in grado di leggere criticamente testi antropologici avanzati e di applicare prospettive comparative all’analisi di fenomeni sociali contemporanei.

Obiettivi di sostenibilità

  • 3 Salute e benessere
  • 5 Parità di genere
  • 10 Ridurre le disuguaglianze
  • 16 Pace, giustizia e istituzioni solide

Esempi di domande d’esame

Michela Fusaschi

Le domande di verifica potranno riguardare:

Che cosa significa analizzare il corpo come costruzione sociale, storica e politica?
In che modo il genere può essere inteso come categoria analitica e non solo descrittiva?
Quale rapporto esiste tra sesso, genere, sessualità e potere?
Che cosa si intende per agency ed embodiment nell’antropologia di genere?
In che modo le pratiche di cura possono essere analizzate come dispositivi sociali e politici?
Che rapporto esiste tra vulnerabilità, protezione e controllo dei corpi?
In che modo le categorie utilizzate per descrivere i corpi producono effetti sociali e politici?
Perché l’antropologia di genere e femminista non può essere ridotta a un ambito specialistico separato?
In che senso la sessualità può essere considerata un campo politico?
Quale contributo offrono le etnografie alla comprensione delle politiche dei corpi?

Michela Fusaschi

Le domande di verifica potranno riguardare:

Che cosa significa analizzare il corpo come costruzione sociale, storica e politica?
In che modo il genere può essere inteso come categoria analitica e non solo descrittiva?
Quale rapporto esiste tra sesso, genere, sessualità e potere?
Che cosa si intende per agency ed embodiment nell’antropologia di genere?
In che modo le pratiche di cura possono essere analizzate come dispositivi sociali e politici?
Che rapporto esiste tra vulnerabilità, protezione e controllo dei corpi?
In che modo le categorie utilizzate per descrivere i corpi producono effetti sociali e politici?
Perché l’antropologia di genere e femminista non può essere ridotta a un ambito specialistico separato?
In che senso la sessualità può essere considerata un campo politico?
Quale contributo offrono le etnografie alla comprensione delle politiche dei corpi?

I corsi che comprendono questo insegnamento nell’A.A. 2026/2027

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